Addio palazzine Sogef – Benvenuta variante PGT – No al centro commerciale nell’area umida

Legambiente: “Ora fa ci paura il progetto ammazza Parco dell’Annunciata, l’area umida è in pericolo”

ATS2 e Annunciata da via GiottoC’è giusto il tempo per tirare il fiato per la scampata lottizzazione Sogef, che Legambiente lancia l’allarme su tutta l’area dietro all’Annunciata dove incombe un enorme progetto di edificazione comprensivo di centro commerciale mentre i cittadini chiedono a gran voce un grande parco. Gli speculatori mordono il freno e la possibile moratoria regionale per i centri commerciali potrebbe accelerare i tempi delle domande per costruire. E anche l’avvio della variante al PGT potrebbe spingere gli speculatori ad affrettarsi prima che cambino le regole del gioco. 
L’attuale PGT contiene ancora troppi regali ai palazzinari e agli speculatori che vanno al più presto rimossi – si pensi solo ai premi volumetrici concessi su base discrezionale ma anche a molti passaggi fumosi della regolamentazione tecnica. Chiediamo pertanto all’amministrazione di intervenire velocemente – in coerenza con quanto iniziato con il ritiro del Masterplan ATS2 – per tappare queste falle con atti tecnici speditivi e intanto avviare un vero percorso di partecipazione che sappia far tesoro di tutto quanto i cittadini e le associazioni hanno già fatto e proposto in questi anni.”
Di tempo ne è già passato fin troppo e sappiamo che gli appetiti speculatori sono ancor vivi, come dimostra la proposta di PII che giace nei cassetti del Comune (oggetto dell’interrogazione consiliare del PDL), in cui si chiede di costruire palazzi e supermercati dietro alla Siltal con un’estensione ben più imponente di quella Sogef, su terreni rinaturalizzati e agricoli dove, dopo anni di abbandono, guarda caso proprio in queste ultime settimane vengono svolti interventi che stanno riducendo l’acqua nell’area umida proprio nel momento più delicato per la fauna anfibia e volatile che vi trova rifugio. C’è quindi forse qualcuno che è interessato a far sparire l’area umida?
Il consumo di suolo deve essere fermato subito, altrimenti in breve il nostro paesaggio si omologherà a quello dell’hinterland milanese, e non ci sarà più nulla da fare, con buona pace di qualsiasi marchio bio o slow. Abbiamo già mostrato con i numeri quanto sia devastante l’attuale PGT: cemento su quasi tre milioni di metri quadri di suolo naturale per una cubatura di un milione e trecentomila mc inclusi due nuovi grandi centri commerciali e due nuove circonvallazioni.”
Tra l’altro, nelle note diffuse dall’amministrazione comunale riguardo alla decadenza del piano Sogef non è possibile capire i dettagli di questa rinuncia e se l’immobiliare abbia solo rimandato l’operazione oppure spostato l’interesse su altre aree.
Contro questo brutto, impopolare e impattante progetto la nostra associazione si era opposta fin da subito, chiedendo di accedere agli atti tenuti illecitamente nascosti ai cittadini e sollevando formalmente numerosi vizi di legittimità procedurali e tecnici che nessun altro soggetto politico di allora ebbe la volontà di far emergere. La Giunta dell’ex sindaco Albetti (in pieno periodo di ballottaggio elettorale) volle tirare dritto, rimandando la risoluzione delle criticità evidenziate e addirittura ignorando ben 77 osservazioni di cittadini che chiedevano di respingere il piano attuativo.
Sempre a difesa dell’area naturale-agricola lungo la via Paolo VI, il circolo Legambiente ha reso pubblico il Masterplan ATS2 denunciando con la forza delle immagini la previsione di un centro commerciale contornato da palazzoni degni delle peggiori periferie metropolitane. Masterplan giustamente ritirato dall’attuale Giunta. Con minore successo abbiamo chiesto alla Regione di estendere la fascia di rispetto paesaggistico dal Naviglio Grande e al Comune di inserire analoghe fasce di tutela nel Piano territoriale provinciale.
Ora apprendiamo che la proposta di lottizzazione è scaduta e contestualmente che la nuova Giunta ha finalmente avviato la procedura di Variante al PGT – era stata infatti annunciata per aprile dall’assessore Brusati durante il nostro convegno di marzo sul consumo di suolo con l’avvio di una percorso di partecipazione.
“A questo proposito chiediamo di integrare i lavori del PGT almeno con quelli della Consulta ecologica (varata con lentezza esasperante) e di Agenda 21 (qui tutto tace), ma anche delle Commissioni consiliari: la revisione del Pgt è un momento collettivo che dovrà impegnare infatti tutta la città, le forze politiche e gli organi amministrativi, senza disperdersi in divisioni formali, corporativistiche o amministrative. Altrimenti sarà un copione già visto, mentre il nostro paesaggio e il nostro ambiente abbiatense meritano una visione di tutela condivisa.”

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