Agenda 21 Abbiategrasso: si ascolti davvero la volontà dei cittadini

Il risultato di tre mesi di intenso lavoro tra l’amministrazione comunale e i cittadini per disegnare una città sostenibile è approdato in commissione consiliare e Legambiente, che ha partecipato a tutti i tavoli contribuendo in maniera propositiva, vuole evidenziare pregi e difetti del percorso finora delineato affinché Agenda 21 non rimanga sulla carta né diventi soltanto un manifesto elettorale.
“Nonostante i tempi strettissimi imposti dal Comune e l’assenza di dati aggiornati, i tavoli di lavoro sono riusciti a produrre un’insieme di proposte e spunti progettuali di alto valore che – se realizzati – sono in grado di cambiare la fisionomia della città in coerenza con i principi dello sviluppo sostenibile che la Città ha sottocritto con la Carta di Aalborg: obiettivi di giustizia sociale, economie sostenibili e sostenibilità ambientale.”
“Il percorso è stato però fortemente indirizzato dall’amministrazione soltanto verso le questioni ambientali tralasciando quelle sociali ed economiche, cosa che ha limitato la partecipazione e non ha fatto capire ai cittadini le vere potenzialità di Agenda 21.”
L’associazione ambientalista chiede quindi di aprire il pecorso a questi altri due temi per ampliare il discorso sullo sviluppo della città con tutte le altre forze cittadine.
“E’ controproducente parlare di consumo del territorio o di mobilità solo dal punto di vista ambientale, così si rischia di creare steccati tra gli interessi dei vari attori economici e sociali che invece in molti casi potrebbero avere molti punti in comune. Certo occorre una regia in grado di condurre con sapienza e intelligenza questo livello di partecipazione e per questo chiediamo la creazione di un ufficio dedicato ad Agenda 21 interno al Comune e che sappia far dialogare i vari assessorati tra di loro” .
“Esiste, è vero, il ruolo di Presidente di Agenda 21 del prof. Giovanni Chiaromonte scelto unilateralmente dall’Amministrazione, ma il suo comportamento nelle uniche due occasioni in cui è apparso, provocatorio e lontano dai contenuti, non ci pare possa giovare alla qualità dei lavori e pertanto preferiamo fare affidamento sulle capacità dei funzionari comunali.”
Altro rilievo di Legambiente è sugli argomenti tabù per l’Amministrazione: “Ci siamo spesso scontrati con la profonda riluttanza dell’amministrazione comunale nell’affrontare alcuni temi scottanti, come quelli del possibile insediamento di un inceneritore – tema assolutamente pertinente all’interno del Tavolo Rifiuti ma continuamente evitato dal Comune – o quello sulla priorità alla riduzione dei rifiuti o sul prolungamento della superstrada Malpensa-Magenta o della Strada Parco, oppure sul futuro dell’area naturale tra l’Annunciata e l’ex Siltal che i cittadini vorrebbero si preservasse come zona di alto pregio paesistico e naturalistico. Su questi ed altri temi, il processo di Agenda 21 dovrebbe garantire una trasparenza e una qualità della partecipazione che sono ancora tutti da costruire. Ad esempio, l’accordo del Forum di giugno era di aggiornare il Piano di Azione Locale con l’impegno a non realizzare l’inceneritore – anche in vista degli ottimi risultati di raccolta differenziata raggiunti quest’anno – cosa ripetutamente richiesta da associazioni e cittadini, ma non siamo ancora sicuri che ciò sia stato recepito dal Comune e perciò vigileremo attentamente perchè non vorremmo che si usasse Agenda 21 a proprio uso e consumo senza distingure posizione dei cittadini e scelte politiche comunali.”
I cittadini, per contribuire alla promozione di Agenda 21 e a una comunicazione più informale e indipendente, hanno realizzato un blog all’indirizzo: http://agenda21abbiategrasso.blogspot.com/
L’anno prossimo Agenda 21 compirà vent’anni e sarebbe ora che tutti cittadini (del mondo) dimostrassero finalmente che è possibile vivere in città sostenibili ed eque dal punto di vista sociale ed economico, senza gravare sul capitale naturale ma anzi conservandolo e valorizzandolo. Questo è ciò che ci aspettiamo anche dalla futura amministrazione di Abbiategrasso.
Ma cosa vuole dire sviluppo sostenibile?
Sostenibilità a livello ambientale – per la Carta di Aalborg – significa conservare il capitale naturale. Le città della Carta di Aalborg riconoscono che il capitale di risorse naturali, atmosfera, suolo, acqua e foreste, è divenuto il fattore limitante del loro sviluppo economico e che pertanto è necessario investire in questo capitale.
Ne consegue che il tasso di consumo delle risorse materiali rinnovabili, di quelle idriche e di quelle energetiche non deve eccedere il tasso di ricostituzione rispettivamente assicurato dai sistemi naturali e che il tasso di consumo delle risorse non rinnovabili non superi il tasso di sostituzione delle risorse rinnovabili sostenibili. La sostenibilità dal punto di vista ambientale implica la conservazione della biodiversità, della salute umana e delle qualità dell’atmosfera, dell’acqua e dei suoli a livelli sufficienti a sostenere nel tempo la vita e il benessere degli esseri umani nonché degli animali e dei vegetali.
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