APPROVATI I CENTRI COMMERCIALI

Grazie alla Giunta Nai-Albetti “finalmente” Abbiategrasso potrà vantare ben due centri commerciali, pardon, parchi commerciali addossati uno all’altro per meglio accogliere le orde di clienti che si precipiteranno da ogni dove (?) in questi nuovi magazzini ricchi di beni e servizi, tavolini fast food e slot machine…

Ce n’era proprio bisogno? No, tant’è che questo assurdo progetto è più di vent’anni che cerca una legittimazione politica per essere approvato. Anzi, è stato bocciato almeno tre volte dal TAR, ha visto dimettersi assessori, spaccarsi maggioranze e ha sempre incontrato una forte opposizione dalla società civile (quasi 5 mila firme raccolte lo scorso anno) e dai commercianti.


E allora perché è stato approvato? Questa è la vera domanda a cui nessuno riesce a dare una risposta plausibile. Solo Nai ed Albetti lo sanno. Albetti però tace e Nai, arrampicandosi sugli specchi, ha provato di proprio pugno a dare giustificazioni legali ed economiche che non hanno convinto nessuno, giustificazioni che non trovano neanche conferma nelle analisi tecniche di questi progetti promossi dalle società BCS spa (sì, quella che fa macchine tagliaerba) ed Essedue srl (una società di scopo di Bergamo controllata da trust finanziari di cui è impossibile conoscere l’identità). Leggendo le carte si scopre infatti che di sicuro ci saranno solo una ventina di capannoni che potranno essere costruiti nell’arco di dieci anni con destinazioni le più varie. E di sicuro non frutteranno alla città nessun servizio pubblico significativo perché gli oneri di urbanizzazione sono irrisori, tutti sprecati in parcheggi e impianti a servizio della doppia piastra commerciale.


Ma non è che siamo i soliti catastrofisti? Non ci piace esserlo, ma siamo convinti che Abbiategrasso avesse bisogno di ben altro, soprattutto in questa difficile situazione economica. Se mai dovesse essere realizzato, questo mostro urbanistico crescerà per metastasi senza alcun equilibrio con il territorio circostante, contribuendo lentamente ad uccidere i potenziali di questa città nota per il suo centro storico a misura d’uomo in cui si passeggia volentieri per farsi un aperitivo in piazza, gustarsi un besuschino o fare shopping senza frenesia, il tutto circondati da piccoli gioielli di arte ed architettura che contribuiscono a quella cultura del bello che all’estero ci invidiano e di cui spesso non siamo neanche consapevoli.


❗️Ecco, forse è questa la risposta che cercavamo: chi ha proposto questi scatoloni di cemento a ridosso di beni paesaggistici tutelati come il complesso monumentale dell’Annunciata e il Naviglio Grande, sacrificando decine di ettari di terreno agricolo, e pure chi li ha approvati, non ha dentro di se’ un briciolo di sensibilità all’estetica del bello che invece potrebbe essere la chiave di volta per uno sviluppo sostenibile di questa città.

http://www.bianews.it/news.php?cod=6482

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