Approvato il Pgt di Abbiategrasso: “Fondamentale disinnescare il precedente Piano urbanistico”

Ecco i nostri primi commenti a caldo all’indomani dell’approvazione del nuovo Piano urbanistico di Abbiategrasso:

“Avevamo quasi perso le speranze ma alla fine la variante al Pgt di Abbiategrasso è stata approvata. Si è così concluso un percorso lunghissimo, tortuoso ed estenuante, in cui siamo stati sempre presenti e il cui esito ci lascia parzialmente soddisfatti anche se sì poteva fare di più. Avremmo voluto un piano urbanistico diverso, come l’abbiamo chiesto e scritto più volte, ma almeno il primo obiettivo di disinnescare quello precedente del 2010 (giunta Albetti) è stato raggiunto e non è poca cosa.
È un piano urbanistico in cui – grazie alle nostre osservazioni promosse dalla lista civica Officina del Territorio e votate dai consiglieri del PD –  molti ettari di aree libere tornano al Parco del Ticino (oltre 130 ettari, pari a 274 campi di calcio), che salva una fetta di terreni agricoli dietro all’Annunciata impedendo la costruzione del grande centro commerciale, che elimina la circonvallazione a ovest dell’abitato (eufemisticamente chiamata Strada Parco) che cancella premi volumetrici concessi in maniera discrezionale. Certo, ancora troppe cubature dietro all’Annunciata e verso Ozzero, qualche concessione di troppo sotto la minaccia dei ricorsi al Tar, poca strategia sulle aree dismesse e molte incognite su questa eredità in mano alla prossima amministrazione che verrà eletta a giugno. Ma rispetto al vecchio Pgt che prevedeva volumetrie aberranti su ogni centimetro quadro libero e un grande centro commerciale a due passi da piazza Castello, questo secondo noi è un passo avanti, e di questo rendiamo giusto merito alla Giunta, ai consiglieri del PD e soprattutto all’Officina del Territorio per la serietà con cui ha affrontato questo difficile compito approfondendo insieme a noi tutti i documenti, i pareri degli enti e le numerose osservazioni pervenute senza farsi influenzare dalle pressioni e dalle minacce esterne. Perché un altro merito di questa Variante – così come già successe nella battaglia per l’area umida del Pagiannunz – è stato quello di aver fatto emergere gli interessi speculativi legati agli investimenti immobiliari di molti personaggi che, sia direttamente sia tramite i propri rappresentanti politici, sono stati costretti a venire allo scoperto.”

“Ora toccherà al prossimo sindaco attuare questo piano o addirittura a fare di meglio visto che qualche candidato l’ha definito un Pgt farsa. Noi lo sosterremo se saprà cancellare quelle pericolose lottizzazioni ancora possibili e varare un vero piano che risparmia il suolo e sappia davvero rigenerare l’urbanizzato.”

“Come dicevamo, è stato un percorso lunghissimo ed estenuante, in cui siamo stati sempre presenti, studiando le carte, depositando decine e decine di osservazioni, organizzando incontri pubblici, incontrando funzionari e amministratori, scrivendo comunicati spesso accalorati, manifestando il nostro pensiero libero da interessi personali e politici, ma sempre sostanziando le nostre proposte in maniera tecnica e scientifica.”

“Ci rammarica quindi aver sentito il consigliere Ceretti definirci un’associazione ideologica in senso spregiativo, che sostiene idee green perché è di moda, e che non avrebbe potuto intervenire sul piano urbanistico comunale. Spiace davvero non poterci confrontare con questo consigliere, sempre assente nei dibattiti pubblici sul tema e nel percorso di partecipazione, e di cui non abbiamo mai letto contributi nel merito. Consigliere che ha dato pure dimostrazione pubblica di non aver letto i documenti ufficiali e le nostre osservazioni (ben 33).
Spiace davvero che si sia sentito in diritto di insultare noi e il consigliere William Nicoli, senza il potere di replica, disonorando la funzione pubblica che riveste e che, nella qualità di ex Sindaco, impone ancora di più il rispetto delle opinioni altrui.”

Infine un’altra buona notizia in difesa del suolo:

Il Consiglio di Stato ha accolto ieri la richiesta presentata dal Comune di Brescia, affiancato da Legambiente Brescia e Legambiente Lombardia di sospensiva della sentenza del Tar che accoglieva il ricorso presentato da alcuni proprietari terrieri nei confronti della diminuzione di aree edificabili previste dal piano di governo del territorio.
«Finalmente la legge 31, ribattezzata “legge ammazuolo” è stata fermata. Siamo molto soddisfatti dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Il supremo organo della giustizia amministrativa ha arginato uno degli effetti piu’ deleteri della legge regionale lombarda, quello di impedire ai comuni, come nel caso di Brescia (e come poteva succedere ad Abbiategrasso) di prevedere riduzioni delle aree edificabili. Attendiamo la sentenza definitiva, ma quello di ieri crea un significativo precedente che potrebbe salvare altre aree nella regione a rischio edificazione: quasi 45.000 ettari di suoli liberi, in gran parte coltivati, una superficie pari al doppio del territorio della provincia di Monza e Brianza, attualmente minacciati da previsioni espansive, su cui i comuni potranno rivedere al ribasso le smisurate previsioni urbanistiche non attuate».

Il Comune di Brescia, supportato da Legambiente Brescia e Legambiente Lombardia, si era appellato al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento della sentenza del tribunale amministrativo regionale, per ripristinare la cancellazione di quelle trasformazioni urbanistiche che il Comune di Brescia aveva legittimamente effettuato tramite variante alla pianificazione urbanistica di sua competenza, introducendo una corretta riduzione della capacità insediativa che in precedenza era stata ampiamente sovrastimata e non era in linea con le previsioni ISTAT. Il PGT, seppur timidamente, aveva previsto una riduzione delle superfici edificabili, cancellando un’espansione da 120.000 metri cubi di edifici sui terreni del Parco Agricolo di San Polo. Questa diminuzione non era piaciuta ad alcuni proprietari delle aree interessate, tanto che si erano rivolti al Tar contro il Comune e avevano vinto il ricorso.

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