ATTACCO FINALE ALL’AREA UMIDA: Essedue sta per entrare e arare tutto quanto

Area umida Abbiategrasso Blocco roggia e deviazione acque 9.08.2013Ormai è chiaro: l‘immobiliare di Bergamo Essedue Srlha ordinato l’attacco finale all’area umida di Abbiategrasso. Per opera dell’agricoltore sta per entrare nell’area umida e toglierla di mezzo per sempre, simulando la ripresa di coltivazioni che da almeno dieci anni non si praticavano più su quei terreni. Approfittando del caldo, dei minori controlli e della settimana di Ferragosto…

Scompariranno per sempre specie botaniche e animali protette e un habitat unico che da altre parti studiano e cercano di riprodurre con fatica investendo anche cospicui finanziamenti europei.

Ma questo all’immobiliare non interessa ovviamente, se non eliminare uno degli ostacoli che hanno causato proprio qualche giorno fa l’ennesimo rigetto da parte dell’amministrazione comunale della domanda di costruzione di un enorme centro commerciale.

Proprio come era avvenuto a fine maggio, gli affaristi del cemento e del commercio stanno provocando il Comune e l’intera città mostrando i muscoli (su un’area umida!), alzando la posta in gioco e sfidandoli a un nuovo contenzioso legale con interventi che ci dicono avere bisogno di numerose autorizzazioni urbanistiche e finora non richieste.

Ma questa tattica si è già vista, perciò non osi il Comune abbassare la guardia e cedere al ricatto mettendosi al tavolo per contrattare!

Quell’area non deve costare un soldo alla cittadinanza e la contrattazione deve avvenire a porte aperte dentro al PGT con i cittadini. Anzi chiediamo al Comune che le consulenze legali già attivate su questo fronte per contrastare i ricorsi siano utilizzate al meglio per passare al contrattacco. Sappiamo che è già stato suggerito di emettere una nuova ordinanza e di inviare una diffida formale alla società: cosa si sta aspettando?
Per rigettare il Piano attuativo di Essedue gli uffici tecnici comunali hanno passato al setaccio tutta la normativa urbanistica (finalmente!). Lo stesso va fatto per gli interventi effettuati negli ultimi giorni sulle rogge e a danno dell’area umida.

E anche il Parco del Ticino, cosa sta aspettando? di avviare un approfondito studio scientifico della durata di un anno su un un’area che fra qualche giorno non esisterà più? Anche il Parco può agire mediante ordinanze e diffide in ossequio alle direttive comunitarie che impongono il principio della prevenzione. C’è pure una legge regionale che parla chiaro ed è ora di applicarla: la L.R. 10/2008.

Non vogliamo più rivedere lo stesso copione: si deve intervenire prima del prosciugamento definitivo e della distruzione dell’habitat!

E questa volta non disturberemo più i migliori esperti naturalisti per far certificare il valore dell’area, ormai incontestabile, ma ci rivolgeremo agli avvocati, perché se Comune e Parco non intervengono subito, secondo noi questa si chiamerà colpevole omissione di funzioni e di vigilanza.

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