Devastazione dell’area umida: si è superato il confine della legalità

Legambiente: Un affronto grave alla città, alle istituzioni, alle leggi.
Ma l’area è viva e si rigenererà in fretta

Tra giovedì e venerdì scorso, la città ha subito un atto di inaudita prepotenza da parte dell’immobiliare che ha ordinato di distruggere l’area umida nel più breve tempo possibile in spregio a qualsiasi normativa. Un atto che deve al più presto essere punito per imporre quella legalità che da mesi viene ignorata e addirittura calpestata sfacciatamente.

Da giovedì infatti è sparita la finzione degli interventi agricoli ma sono arrivate ben due ruspe che hanno rivoltato il terreno senza più alcuna logica ma con il solo scopo di cancellare il valore simbolico di quell’area e mettere i cittadini e le istituzioni davanti al fatto compiuto, ignorando che la natura potrà riprendersi perfino da questa devastazione e che cicatrizzerà in fretta la ferita. Quello che non si può ignorare è la messa in campo di ruspisti senza scrupoli – e non più di un agricoltore – che hanno lavorato giorno e notte protetti da una serie di sgherri. Per proteggersi da cosa, ci chiediamo, dalle bandiere di associazioni e comitati? O forse tutto ciò è indicatore di ben altro? La città si sta rendendo conto della gravità di questi fatti?

Seppure con tanta amarezza, plaudiamo quindi la nuova ordinanza, emessa anche sotto nostra diretta sollecitazione.

Ora ci attendiamo che vengano una volta per tutte accertate le numerose violazioni commesse dagli operatori e dalla società immobiliare e venga imposto il ripristino. Ci attendiamo che tutte le istituzioni competenti lavorino fianco a fianco. Pensiamo in particolare al Parco del Ticino ente totalmente inerte davanti allo scempio e che invece dovrebbe vederlo in prima linea. Ricordiamo infatti che il Parco del Ticino insieme al Corpo Forestale dello Stato fu tra gli enti che già nel 2009 richiese la conservazione di quell’area. Oggi si sono aggiunti anche il Comune e la Provincia di Milano i quali però non hanno ancora completato gli iter di approvazione dei rispettivi regimi di tutela. Ecco perché l’immobiliare ha voluto sfidare e prendere in giro queste stesse istituzioni tentando di cancellare l’area prima della variante al PGT, dei vincoli e della sentenza definitiva del Tar. Perciò, dopo quanto successo, il vincolo ha ancora più ragione di esistere. Perché questi soggetti ripudiano le leggi, la volontà delle istituzioni, i rapporti scientifici delle università, e soprattutto i beni paesaggistici e naturali del nostro territorio.

È giunta quindi l’ora di riportare la legalità, allontanare una volta per tutte la presenza di sgherri e avvocati, e completare al più presto il percorso di approvazione del nuovo PGT , per poter costruire in un clima sereno e democratico un nuovo futuro per quell’area che questa associazione vuole rimanga un bene per la città sotto forma di parco con finalità didattico-naturalistiche e fruitive, in connessione con l’Annunciata, il Naviglio Grande e la campagna circostante.

A chi afferma che i privati possono fare quello che vogliono a casa loro, ricordiamo che ci sono regole che tutti i normali cittadini ogni giorno sono tenuti a rispettare (ben lo sa chi deve fare la paesaggistica per una semplice apertura di una finestra), tra le quali quelle che impongono di chiedere autorizzazioni per l’abbattimento di alberi, la posa di manufatti civili dentro i canali, l’interruzione delle rogge, la movimentazione di terra, la modificazione del suolo, la distruzione di specie e habitat protetti, nonché il rispetto delle norme sul lavoro e il rispetto della incolumità dei cittadini che legittimamente protestano e che invece sono stati minacciati, un aspetto che ci preoccupa molto perché non trova spiegazione se ci fossero in gioco solo dei normali interessi economici di tipo immobiliare.

Ed è giusto ricordare ancora una volta che il centro commerciale non ha ottenuto alcuna approvazione né permesso di costruire. E potrebbe non esserci mai con la modifica del PGT come più volte annunciato dall’Amministrazione, che ha i poteri legittimi per variare le destinazioni d’uso senza dovere alcun risarcimento per la diminuzione del valore fondiario, come attestato da sentenze del Consiglio di Stato.

Share

Potrebbero interessarti anche...