FAR MORIRE DUE VOLTE LEONARDO La minaccia delle Grandi Opere moderne sulle piccole grandi opere geniali del maestro

Se quest’anno tutto il mondo celebra Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte, valorizzandone anche gli aspetti più nascosti e segreti, i sindaci di Vigevano ed Abbiategrasso preferiscono ignorare che l’appalto della tangenziale segnerà il colpo di grazia per quel paesaggio che il Maestro ha così tanto apprezzato e studiato nei suoi viaggi tra Abbiategrasso Vigevano e Morimondo, appunto. 

È infatti noto che Leonardo soggiornò alla Sforzesca per studiare le conche del naviglio di Bereguardo e tante altre opere idrauliche sapientemente costruite dagli ingegneri del tempo. Ignorare tutto ciò significa dimenticare che ormai più di vent’anni fa Anas, su comissione Sea, disegnò una inutile strada senza badare su quali terre e opere stesse passando, usando il righello su una carta tecnica che neanche riportava monumenti e cascine esistenti da secoli. Tutto dettato dalla urgenza di collegare la nuova Malpensa 2000, un hub aeroportuale pensato di portata intercontinentale (ma poi non è andata proprio così grandiosamente). E allora servivano nuove strade, nuovi raccordi, nuovi ponti, nuove ferrovie, nuovi parcheggi e nuove tangenziali esterne da approvare per decreto, tutto grazie al salvacondotto della famigerata legge Obiettivo che permetteva di scavalcare il parere degli enti locali e rendere solo delle formalità le valutazioni di impatto ambientale. Perché non c’era tempo di pensare ad opere calibrate e modellate sul territorio per rispettare l’ambiente, il paesaggio e i veri bisogni dei cittadini, pendolari dell’auto o del treno che fossero. Altrimenti si bloccava lo sviluppo, il progresso, e forse qualche favore tra politici e imprese più o meno rispettabili come riveleranno più tardi le indagini giudiziarie su Anas e sulla Struttura di Missione al ministero dei Trasporti. 
E non ci voleva un genio come Leonardo per capire che bastava una riqualificazione dell’esistente per evitare le classiche code del mattino e della sera davanti ai semafori per Milano, o un bypass per evitare l’attraversamento di piccoli paesi come Robecco, o quel raddoppio ferroviario della Milano-Mortara atteso da decenni. Solo ad Abbiategrasso due rotonde al posto dei semafori sbloccherebbero la via Dante (è nel Piano urbano del traffico mai attuato). 
Tutte piccole opere chieste da anni ma che la politica tipicamente ignora perché non fanno notizia e non generano utilità personali. Le Grandi Opere servono infatti a qualcos’altro, a rastrellare voti, non a risolvere problemi reali.  
Ecco quindi come quest’anno, se la prima tratta della superstrada Vigevano Magenta verrà davvero appaltata, rischieremo davvero di far morire un’altra volta Leonardo quando fontanili e marcite si prosciugheranno e la conca leonardesca verrà incorniciata dal cemento armato di uno squallido cavalcavia che sancirà definitivamente la stupidità di un’era moderna miope e dimentica degli insegnamenti del Maestro. 

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