Ingordigia da cemento e asfalto

Provincia e Regione prevedono ben due autostrade una accanto all’altra

Incuranti della crisi, ignari degli interessi mafiosi dietro ai grandi appalti, disinteressati dei cittadini, ciechi davanti ai vincoli paesaggistici e ambientali, gli assessori regionali e provinciali stanno facendo a gara per stendere più chilometri possibili di asfalto nelle ultime zone che si sono salvate dalla cementificazione selvaggia: ebbene sì, l’abbiatense e il magentino vedranno non soltanto l’ultimazione della superstrada che collega Malpensa ma anche una nuova tangenziale Ovest esterna. E il comune di Albairate – borgo agricolo a due passi da Abbiategrasso e Magenta – avrà la sfortuna di trovarsi circondato da entrambe le infrastrutture… Ma andiamo con ordine.

A dicembre 2010 la Provincia di Milano ha presentato una bozza del Piano territoriale di Coordinamento PTCP che contiene una infrastruttura autostradale che impatta sull’area tra Melegnano e Magenta, ovvero l’unico comparto agricolo rimasto intorno a Milano.

Si tratta dell’autostrada Ovest esterna che, partendo da Melegnano, segue all’inizio la Melegnano – Binasco e poi prima di Lacchiarella lascia la sede attuale per passare da Zibido, Binasco, Noviglio, Rosate, Gaggiano, Gudo, Zelo, Vermezzo, Albairate, Cassinetta, Robecco ed, inanellando cascine, chiese, marcite, percorsi ecologici arriva a Magenta. La stessa proposta prevede contemporaneamente un altro tratto autostradale che, a partire da Rosate in direzione SUD, si collega con la A7 Mi-Ge attraversando Vernate.
Come confermano le parole dell’assessore Fabio Altitonante della Provincia di Milano, l’intervento avrà bisogno di più traffico possibile per sostenersi, infatti ha specificato che avrà natura autostradale con caselli a pagamento e sarà realizzato da privati. Insomma un’opera che dovrà generare traffico per sopravvivere, e non un’opera per farlo diminuire!

La seconda opera in questione è in realtà il pezzo mancante del progetto di autostrada Boffalora – Tangenziale Ovest Milano. Riprendiamo le parole del Comitano No Tangenziale per descrivervi la vicenda.
“Una ‘cordata’ di amministratori si sta muovendo con sempre maggiore insistenza allo scopo di fare realizzare in qualsiasi modo una nuova
superstrada (leggi tangenziale). Questo folto gruppo di parlamentari e amministratori locali ha partorito una grande idea per risolvere i
problemi della mobilità nell’Ovest Milano. Si richiede di realizzare una superstrada che colleghi la attuale Malpensa – Boffalora a Vigevano…
Ma non era stato detto ai cittadini che i problemi di viabilità erano da ricondurre essenzialmente agli spostamenti da e verso Milano?

La loro idea è quindi quella di stralciare parte del progetto originario di tangenziale Boffalora – Milano Baggio e variante di Abbiategrasso, usufruendo di una parte dei fondi destinati (sulla carta) a questa opera. A noi sembra che questa nuova ipotesi immetterebbe ancora piu’ traffico sulla Vigevanese e sulla provinciale 114 senza risolvere in alcun modo il problema di traffico nelle ore di punta da e verso
Milano. Salvo poi in un secondo tempo richiedere a gran voce la realizzazione del progetto complessivo comprendente quindi anche la tratta mancante Albairate – Milano Baggio quando la quantità di auto e camion diventerebbe eccessiva grazie anche alle nuove immissioni della cosiddetta Vigevano – Malpensa.

Il gruppo dei suddetti parlamentari e amministratori locali affermano inoltre che la nuova stazione della Bruciata verrebbe valorizzata dalla “bretella” autostradale Boffalora – Vigevano. Ci domandiamo in quale modo verrebbe valorizzata da questo nuovo progetto la stazione della Bruciata visto che la stragrande maggioranza dei treni della linea MI/MO attualmente non si fermano ad Albairate – Vermezzo.
Si pensa forse di indurre Trenitalia a fare fermare tutti i treni ad Albairate oppure pensano di fare pressione sui vertici della Regione Lombardia affinchè la stessa metta a disposizione nuovi convogli a suo tempo promessi e mai visti? E perché questi parlamentari locali non hanno esercitato le giuste pressioni in Parlamento e in Regione per migliorare i trasporti pendolari con la messa a disposizione di nuovi convogli?”

Come circolo Legambiente ci dichiariamo molto preoccupati per il futuro di questo territorio di pregio e ci metteremo in campo per impedire che progetti devastanti e inutili come quelli prospettati possano davvero realizzarsi. I metodi usati per imporre queste opere alle comunità locali la dicono lunga sui reali interessi che stanno dietro a queste opere. Siamo infatti convinti che serva un miglioramento della mobilità generale di queste zone, ma una serie di elementi ci dice che l’obiettivo di queste nuove infrastrutture non mira al bene collettivo, altrimenti avremmo assistito a una seria pianificazione basata su studi tecnici consultabili e verificabili, una valutazione dell’impatto ambientale e un’attenta analisi delle alternative, all’interessamento delle amministrazioni locali, a una consultazione pubblica, a un bilanciamento equilibrato di risorse tra infrastrutture stradali e ferroviarie… e quant’altro che va sotto il nome di “buona amministrazione pubblica”. Tutto questo non si è visto.

Come mai?

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