L’area umida di Abbiategrasso è zona protetta!

La Provincia di Milano ha messo sotto tutela l’area accogliendo le richieste di Legambiente

PTCP Milano Stralcio TAV2_6 area umida Abbiategrasso

Finalmente è protetta. L’area umida di Abbiategrasso è stata dichiarata dalla Provincia di Milano zona da conservare con il divieto di sopprimerla o danneggiarla.

Dal 19 marzo 2014, giorno di entrata in vigore del nuovo Piano territoriale (PTCP) della Provincia di Milano, la contesa area umida che si trova a cavallo di via Paolo VI ed oggetto di accese battaglie per la sua conservazione, è entrata nella Rete ecologica provinciale delle zone da tutelare e gode di un regime di protezione molto stringente che ne vieta la “soppressione nonché il divieto per qualsiasi intervento o attività che ne comprometta, ne depauperi o comunque ne danneggi il grado di naturalità”. Ciò al fine di tutelare l’ecosistema in essere, come richiesto formalmente dal circolo Legambiente Terre di Parchi alla Provincia nel settembre 2012.

E’ quindi ufficialmente riconosciuto il valore ecologico dell’area da un’amministrazione pubblica competente in materia, tra l’altro mediante un provvedimento normativo prevalente sugli strumenti comunali.

Tutto ciò grazie all’intenso lavoro di Legambiente – frutto di esperti comprovati in materia – la cui validità tecnico-scientifica è stata definitivamente accertata e fatta propria da un’autorità pubblica. Non è più quindi in discussione se esista o meno, né il suo valore: ora i suoi confini sono cartografati sia sul PTCP sia sul PGT del Comune e associati a precisi obblighi normativi di tutela e salvaguardia ambientale.

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato che riconosce il nostro ruolo attivo nelle politiche pubbliche di protezione ambientale, e che ci ha visti protagonisti di un lungo ed estenuante lavoro tecnico cominciato oltre tre anni fa. Ringraziamo quindi gli esperti che ci hanno fornito volontariamente il proprio tempo e le proprie competenze professionali, l’Università di Pavia, la Società Italiana di Botanica sezione Lombardia, e le associazioni che hanno creduto in questo obiettivo quali WWF Lombardia, FAI, Italia Nostra Sezione Naviglio Grande. Determinante è stata anche la mobilitazione cittadina messa in campo dalle associazioni e dai comitati locali.”

La soddisfazione dell’associazione deriva anche dal fatto di aver salvato da uno scellerato consumo di suolo un pezzo di paesaggio abbiatense che rischiava di essere cementificato con un centro commerciale con annesso parcheggio e lotto residenziale.

Ma poiché negli ultimi mesi l’area in questione è stata oggetto di azioni mirate a distruggerla, azioni contro le quali Legambiente si è opposta insieme ai cittadini, alle altre associazioni ambientaliste e al Comune (che ha emesso due Ordinanze di sospensione dei lavori, inascoltate), ora Legambiente si rivolge a tutti gli enti e le istituzioni competenti per far osservare il regime di tutela in vigore – impiegando dove occorre anche gli organi di polizia giudiziaria – e affinché i propri strumenti territoriali e urbanistici siano adeguati alle prescrizioni del Ptcp. Per questo ha già mandato un’informativa tecnica per metterli nelle condizioni di agire con rapidità e fermezza. “La proprietà non starà a guardare e anzi ci aspettiamo che agirà come sempre in modo rapido e provocatorio per prendere in contropiede gli enti in modo da metterli davanti al fatto compiuto devastando nuovamente l’area che ne frattempo si sta rigenerando. Chiediamo quindi aiuto anche ai cittadini per aiutarci a vigilare.”

La nostra battaglia non si esaurisce qui – ammonisce Legambiente Terre di Parchi – perché l’area da proteggere dalla cementificazione è molto più vasta e il nostro obiettivo è di salvare tutti i 50 ettari di campagna che incorniciano il complesso monumentale dell’Annunciata e collegano visivamente la città con il Naviglio Grande. E come cittadini vorremmo poter recuperare una volta per tutte quell’area alle sue funzioni più congeniali, di tipo culturale, naturalistico e fruitivo a beneficio di tutta la popolazione. Senza più contenziosi legali che invece fino ad oggi hanno condizionato gli amministratori cittadini a favore di pochi soggetti privati i cui progetti non portano alcun beneficio alla città”.

Infine un monito: “Il regime di tutela diretta che prima mancava ora c’è, le norme di protezione ambientale e paesaggistica da applicare ci sono.  E il PGT di Abbiategrasso è in corso di revisione. Comune, Parco, Provincia e Regione hanno l’opportunità di lavorare insieme per creare il Parco dell’Annunziata, finora promesso sulla carta ma non attuato sul campo; ora questo obiettivo è davvero alla loro portata.”

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