L’Area Umida unisce tutte le associazio​ni ambientali​ste, commercianti e mondo scientifico. Solidariet​à al prof. Bogliani

  • Incontro area umida 9 luglio 2013 Bogliani
  • incontro area umida 9 luglio 2013 Di Simine
  • incontro area umida 9 luglio 2013 Agnelli Ascom

Incontro area umida 9 luglio 2013 BoglianiMartedì sera, nella sala consiliare del Castello di Abbiategrasso, le più importanti associazioni ambientaliste, il mondo scientifico, il Comune e i commercianti si sono dichiarati uniti contro l’enorme progetto di edificazione commerciale che si vuole costruire al posto dei campi agricoli e dell’area umida alle spalle del complesso monumentale dell’Annunziata. E hanno espresso la propria solidarietà al professor Giuseppe Bogliani – relatore d’eccezione – che nei giorni scorsi è finito nel mirino degli avvocati dell’immobiliare Essedue, proprietaria dell’area e promotrice della distruzione dell’area umida. Al proposito il professore ha sdrammatizzato con ironia, rivelando che ha già dato incarico di rispondere all’avvocato Paola Brambilla (presidente di WWF Lombardia), dicendo che si sente ancora più incentivato a donare la propria competenza per dimostrare che l’area umida e il suo intorno hanno un valore ambientale tale da dover essere preservato a norma di legge.

L’assessore all’Ambiente, Daniela Colla, ha aggiornato i presenti sulle azioni in corso da parte del Comune per porre un regime di tutela definitivo sull’area umida, interessando Regione Lombardia e Parco del Ticino, assicurando che si sta agendo velocemente ma con estrema oculatezza perché ogni atto sia a prova di ricorso.

Hanno quindi preso la parola Legambiente, WWF, FAI, Italia Nostra e Comitato per denunciare l’insensatezza di un tale spreco di territorio, sul quale invece potrebbero risorgere i valori paesaggistici, storici e sociali tipici non solo della città ma di tutto l’abbiatense. L’alleanza tra ambientalisti si è rinforzata con il sostegno forte e deciso dell’Associazione dei Commercianti che ha ben evidenziato i danni di tipo economico che provocherebbe un simile centro commerciale collocato a ridosso del centro storico, nonché le ripercussioni negative che la grande distribuzione arreca alla qualità della vita e alla coesione sociale.

All’unisono si è perciò chiesto di fermare qualsiasi prospettiva di edificazione e aprire un’ampia discussione con la città per ridisegnare il futuro di oltre cinquanta ettari di territorio. Anzi, non solo di questi ma di tutti gli altri in cui il piano urbanistico locale prevede analoghe cementificazioni, come quelle a Castelletto, quelle verso Ozzero, quelle sul Naviglio di Bereguardo, per un totale di quasi 150 ettari (pari a oltre 200 campi da calcio). Fino al 29 luglio è infatti possibile presentare al Comune le proprie osservazioni per il nuovo Pgt, auspicando che chiedano un taglio drastico del consumo di suolo.

La serata si è conclusa con un monito di Legambiente a non considerare la sentenza definitiva del TAR come un punto di arrivo, perché le azioni per tutelare l’area proseguiranno indipendentemente dal ricorso di Essedue contro l’ordinanza. Tra gli altri falsi miti da sfatare, l’associazione ha insistito sul fatto che le amministrazioni comunali – all’interno dei procedimenti di pianificazione (leggasi Variante di PGT in corso) –  hanno la possibilità di cambiare le destinazioni d’uso delle aree private senza dover rimborsare alcunché ai proprietari, legittimata da una corposa giurisprudenza in materia a favore di tutti quei Comuni che hanno voluto riscrivere tutti quei PRG e PGT che spalancavano le porte alla cementificazione basata su previsioni sovradimensionate e incuranti della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, beni comuni tutelati dalla nostra Costituzione.

Di seguito forniamo un breve resoconto degli interventi:

Il professor Giuseppe Bogliani, zoologo all’Università di Pavia e profondo conoscitore degli ambienti del fiume Ticino, ha affascinato la platea con una dotta illustrazione sull’importanza delle diversità biologica delle specie viventi sulla quale si fonda anche il nostro benessere. Ha poi mostrato il ruolo delle aree umide nel mondo, serbatoi formidabili di biodiversità, particolarmente importanti nel nostro Paese ma altrettanto minacciati da molti fattori tra cui l’urbanizzazione. E di fatti nella Pianura Padana questi ambienti sono praticamente scomparsi se non fosse per il corridoio ecologico lungo il fiume Ticino che ne garantisce ancora una salvaguardia e una connettività spaziale, purtroppo sempre più indebolita da grandi opere di trasformazione del territorio. E quindi non è un caso che l’Unione europea finanzi – anche gli stessi agricoltori – per mantenere o addirittura crea zone umide come quella di Abbiategrasso.

incontro area umida 9 luglio 2013 Di SimineDamiano Di Simine presidente Legambiente Lombardia: Non è un caso che la proprietà dell’area voglia spazzare via l’area umida e imporre il suo centro commerciale, proprio ora che l’amministrazione ha avviato la variante del PGT e i cittadini pretendono la costituzione ufficiale del Parco dell’Annunziata. L’area umida non si tocca, è una realtà viva che va protetta ed è descritta nello stesso PGT vigente. Piuttosto, dov’è il Parco del Ticino, perché non si esprime e perché tarda a fornire gli elementi tecnici già in suo possesso che sanciscono la presenza delle specie protette?

Gianni Gottardi vice presidente WWF Lombardia: Confermiamo il nostro impegno a fianco degli amici di Legambiente fornendo il supporto tecnico legale, perché siamo particolarmente esperti in questo campo. Molte delle nostre Oasi sono infatti aree umide, ambienti che soprattutto in Lombardia stanno sparendo.

Walter Girardi, rappresentante FAI: L’area umida è stata molto votata come Luogo del Cuore, ed è simbolo della nostra azione per la salvaguardia del paesaggio come bene comune. E i principi alla base della sua difesa non sono diversi da quelli per difendere la brughiera attorno a Malpensa.

Italia Nostra, sezione Naviglio Grande ha inviato un contributo scritto che riportiamo in sintesi: Sosteniamo la battaglia del Comitato e di Legambiente. Il reticolo dei campi e la rete irrigua che circondano la città e nei quali si incastonano non solo il convento dell’Annunciata, con l’area naturalistica formatasi e consolidatasi negli ultimi quindici anni, ma il Naviglio Grande, le cascine di antica fondazione, la dozzina di mulini e le centinaia di manufatti idraulici storici, sono da considerarsi parte integrante del contesto storico e monumentale della città: una risorsa da tutelare per il futuro della comunità.

Claudio Spreafico, rappresentante delle associazioni ambientaliste nella Comunità del Parco del Ticino e del Coordinamento per la Salvaguardia del Ticino: Si pensi a utilizzare le numerose aree dimesse piuttosto che consumare suolo e a valorizzare un patrimonio naturalistico già presente, per il quale da altre parti si spendono soldi per crearle dal nulla. Mi impegno perciò a interessare gli organi del Parco affinché intervengano velocemente per applicare le leggi a tutela degli habitat protetti.

Daniele Marmondi, Comitato per la difesa del territorio abbiatense: ha ripercorso l’ultimo mese di battaglie sul campo ma anche le precedenti azioni di coinvolgimento delle scuole e dei cittadini, tra cui la raccolta firme per i Luoghi del Cuore del FAI, ed ha confermato la volontà di difendere l’area umida – soprannominata proprio dal Comitato “Pagiannunz” – e di fermare questo mostro di cemento, che a distanza di 15 anni viene riproposto con metodi alquanto discutibili.

incontro area umida 9 luglio 2013 Agnelli AscomItalo Agnelli, presidente di Ascom (associazione dei commercianti): ha affrontato con grande profondità di analisi le relazioni negative – specialmente di tipo sociale ed economico – indotte dall’insediamento dei grandi poli commerciali, evidenziando come queste abbiano un raggio di influenza molto ampio, sia nello spazio ma anche nel tempo, facendo riflettere sulla provenienza dei flussi finanziari che sorreggono questo tipo di progetti altamente speculativi.

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