Mesero e Marcallo con Casone: stop al cemento sulle aree agricole

“Il Programma Integrato di Intervento sovracomunale di Mesero e Marcallo con Casone deve essere sospeso”. Questo è il contenuto del parere che Regione Lombardia ha emanato ufficialmente e che così recita: “Dalla predetta nota regionale si evince chiaramente che, a far tempo dal 1° gennaio 2013, i procedimenti in variante al non più vigente PRG, come i PII, non sono attivabili e nemmeno perfezionabili”.

Quella che avrebbe potuto abbattersi sulle aree agricole dell’ovest milanese è una cementificazione per una superficie, attualmente agricola, pari a ben 250.000 metri quadri in prossimità dell’autostrada Milano-Torino. Una superficie immensa per una provincia che ha già perso quasi metà del proprio patrimonio di suoli agricoli, e che sarebbe passata sotto silenzio se non ci fosse stata la mobilitazione dei comitati locali supportati da Legambiente.

Ma a fermare le betoniere ci ha pensato il parere di Regione Lombardia, ribadendo i contenuti della legge regionale che dispone il blocco dell’approvazione di piani attuativi per tutti i comuni inadempienti rispetto all’approvazione del proprio piano urbanistico. E Mesero è uno di questi. La Regione, interpellata, ha infatti confermato integralmente la tesi di Legambiente – non è possibile fare una variante ad uno strumento urbanistico decaduto – e ora il Comune non ha altra scelta che archiviare la procedura, se non vuole esporsi a una sicura azione legale con più gravi conseguenze.

“L’inutile sacrificio di 250.000 metri quadrati di aree agricole per un progetto totalmente indefinito per il momento è scongiurato – dichiara Paolo Lozza, responsabile urbanistica di Legambiente Lombardia -Auspichiamo che le Amministrazioni di Mesero e di Marcallo, un centrosinistra e un centrodestra evidentemente uniti da un patto di cemento, si convincano anche loro dell’errore e non tentino di ripresentare il progetto in altre forme”.

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