mobilità

Uscire dall’emergenza smog è ormai una delle priorità di qualunque Sindaco o Assessore. È quindi fondamentale regolamentare meglio la mobilità all’interno dei centri urbani incentivando al massimo la mobilità “dolce”  – quella ciclabile e soprattutto pedonale – oltre che l’utilizzo abituale del mezzo pubblico.

Guardando, ad esempio, più nel dettaglio i numeri legati allo spazio destinato ai pedoni scopriamo che oggi le diverse realtà urbane del nostro Paese offrono mediamente, ogni 100 abitanti, 34 metri quadrati di zone interdette al traffico motorizzato. Soluzione per la mobilità urbana ormai adottata da un centinaio di capoluoghi di provincia.

Ben progettata e ben inserita nel contesto urbano un’isola pedonale produce effetti positivi nell’immediato e sul lungo periodo. Da subito c’è una riduzione dei livelli di smog e rumore accompagnato da una crescita del numero di utenti del trasporto pubblico. Contestualmente c’è una miglior tutela di monumenti e patrimonio storico-artistico, una valorizzazione turistica, un generale aumento della vivibilità e della sicurezza: come dimostrano alcune analisi realizzate nei paesi anglosassoni le pedestrian zones, particolarmente affollate e dunque soggette a una sorta di sorveglianza naturale, funzionano da deterrenti contro la microcriminalità. Scontato è poi il miglioramento della sicurezza stradale, tema particolarmente importante nei centri urbani dal momento che è qui che si verifica il maggior numero di incidenti (più di tre quarti del totale), con 1.892 morti nel 2009. Infine, come segnala un vecchio studio di Legambiente e Confcommercio, c’è una notevole rivalutazione del mercato immobiliare e l’innalzamento del volume d’affari delle attività commerciali di quasi il 20%.

Le proposte per la mobilità urbana

È nelle aree urbane che si concentra la grande maggioranza degli spostamenti e che risultano più evidenti i fenomeni di inquinamento e congestione. Inoltre, è sulle strade urbane che si verifica il maggior numero di incidenti (più di tre quarti del totale), con 1.892 morti e 223.166 feriti nel 2009, pari rispettivamente al 44,7% ed al 72,6% del totale.

 Riportiamo in questa sede alcune delle proposte congiunte elaborate nel dossier “La città ai nostri piedi” che analizza 30 anni di interventi di mobilità dolci nelle città italiane e straniere. Destinatari delle proposte sono le amministrazioni locali, i Sindaci in primo luogo.  

–         Assicurare particolare attenzione agli utenti deboli della strada (pedoni, ciclisti, disabili ecc.), con assegnazione di risorse adeguate, sia in fase di pianificazione urbanistica (per es. realizzazione di reti di piste ciclabili sicure ed efficaci), sia attraverso l’uso di metodologie che consentano di valutare l’impatto sociale degli interventi sulla mobilità urbana, anche al fine di scongiurare fenomeni di esclusione sociale; occorre inoltre garantire la sicurezza delle infrastrutture di supporto (per es. valutazione degli attraversamenti pedonali e intervento per correggerne le lacune). Queste fasce d’utenza sono particolarmente vulnerabili: 667 pedoni morti nel 2009, il 15,7% del totale, di cui la metà ultrasessantacinquenni, e indici di mortalità massimi per i veicoli a due ruote (295 morti in incidenti che hanno visto coinvolte biciclette, 212 i ciclomotori e 1.037 i motocicli, in totale più del 43% del totale esclusi i pedoni).

–         Promuovere meccanismi di incentivazione per il car-sharing (l’auto in multiproprietà) e il car-pooling (l’utilizzo dell’auto in almeno tre persone).

–         Rimodulare e semplificare il meccanismo del bollo auto, da rapportarsi non più alla potenza (kW) ma ai livelli di emissione di CO2 e allo spazio occupato. Meglio sarebbe che il “bollo auto” tornasse ad essere “bollo di circolazione”, ossia una tassazione proporzionale all’uso dell’auto e al consumo di spazio per il parcheggio, secondo i principi adottati in sede europea “chi usa paga” e “chi inquina paga”. Vincolare inoltre una parte delle risorse derivanti dal bollo auto a interventi supplementari per migliorare la mobilità urbana e il trasporto pendolare.

–         Formare ed educare il cittadino ad un uso responsabile del mezzo privato in ambito urbano, riducendo gli spostamenti con l’automobile se non strettamente necessari, e promuovendo corsi di guida ecologica.

Numeri per riflettere:
distribuzione geografica di auto nel mondo (auto/1000 abitanti)

via chartsbin.com

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