Nuovo PGT di Abbiategrasso: le richieste degli ambientalisti

banner_pgt_comune_abbiategrassoLegambiente: suggerimenti e proposte per la modifica del P.G.T. vigente

L’associazione Circolo Legambiente Terre di Parchi – iscritta all’albo comunale delle associazioni e all’albo regionale delle organizzazioni di volontariato – con sede ad Abbiategrasso, ai sensi della deliberazione G.C. n. 240 del 13.12.2012 ha inviato all’amministrazione comunale, per la tutela degli interessi diffusi, suggerimenti e proposte per la modifica del P.G.T. vigente e si è riservata di integrare la presente comunicazione in considerazione di nuovi elementi conoscitivi a propria disposizione.

Trattandosi di “suggerimenti e proposte” ai sensi della L. 12/2005, le articolazioni di dettaglio verranno illustrate durante l’intero iter di approvazione della Variante.

 1.      Premessa generale

Il documento di piano non contiene previsioni
che producano effetti diretti sul regime giuridico dei suoli
.”

L’affermazione del comma 3 dell’art. 8 della legge regionale 12 del 2005 segna il vero spartiacque non solo accademico/scientifico/tecnico ma anche culturale tra il vecchio Piano Regolatore Generale e il “nuovo” Piano di Governo del Territorio.

E’ lo spartiacque tra uno strumento urbanistico che pianificava definitivamente  un’intera porzione di territorio (il comune) – senza sostanziale possibilità di ripensamenti, neanche a distanza di decenni, con le condizioni politiche, economiche, culturali, ambientali  cambiate in modo radicale – e uno strumento che invece delinea “in linea di massima” (art. 8, comma 1, lettera e) le scelte strategiche di un’amministrazione comunale, scelte che fanno solo intuire quali potranno essere le trasformazioni consentite, che però si sostanziano solo allorquando il piano attuativo presentato dal proprietario viene approvato dall’Amministrazione, e scelte che, come più volte ribadito dal Consiglio di Stato, si trasformano in diritti edificatori solo in presenza di un titolo abilitativo successivo all’approvazione del piano attuativo.

Se l’Amministrazione comunale comprende pienamente la sostanziale novità introdotta dalla legge 12 (indipendentemente dalla sua condivisione) può (e deve) accingersi alla modifica del PGT con la mente sgombra da retaggi impropri, avendo come punto di partenza il semplice stato di fatto.

Ovvero: dato lo stato di fatto di un territorio, quale futuro si può immaginare per perseguire  il benessere della sua comunità e l’equilibrio territoriale allargato?

Per questa ragione non si ritiene opportuno ragionare sul futuro PGT di Abbiategrasso avendo in mente il disegno degli ambiti di trasformazione del PGT vigente. Si può e si deve non tenerne conto.

  1. 2.      Abbiategrasso futura: linee strategiche necessarie

Tre sono gli slogan che possono sintetizzare le linee strategiche necessarie al futuro di Abbiategrasso:

  • Tutela e valorizzazione delle aree agricole
  • Rigenerazione urbana  attraverso il riuso delle aree dismesse
  • Orientamento verso un sistema di mobilità sostenibile

2.1.   Tutela e valorizzazione delle aree agricole

La ricchezza di Abbiategrasso affonda le sue radici nel suo territorio agricolo che, senza timore di esagerare, è uno dei più fertili al mondo. Tenendo conto che la sovranità alimentare è calcolata all’80% a livello nazionale e al solo 60% a livello lombardo (Dati Regione Lombardia – Rapporto Agricoltura 2011), è evidente come sia indispensabile conservare ogni metro quadro di suolo agricolo esistente nello stato di fatto. Questa necessità d’altra parte si coniuga perfettamente con le esigenze di tutela paesaggistiche. Una scelta decisa in tal senso contribuirebbe anche a dare quelle certezze sul futuro di cui necessitano le imprese agricole per adottare tecniche agronomiche meno dipendenti dalla chimica, perseguendo in tal modo anche l’obiettivo di migliorare complessivamente l’ambiente.

2.2.   Rigenerazione urbana  attraverso il riuso delle aree dismesse

Appare evidente come il destino delle attuali dismesse sarà determinante per disegnare il futuro di Abbiategrasso. E all’interno di questa tematica l’area ex-Siltal, per le sue dimensioni e per la sua localizzazione, rappresenta il cuore del problema.

La sua adiacenza al delicatissimo sito dell’ex convento dell’Annunziata, la sua adiacenza alle zone naturali e agricole periurbane, la sua visibilità da una delle “porte” di ingresso della città, ne fanno contemporaneamente un problema e un’opportunità.

Il nuovo PGT dovrebbe individuare un ambito di trasformazione corrispondente al perimetro dell’area industriale dismessa, al più comprendendo solo altri edifici all’intorno più o meno in disuso o sottoutilizzati.

Il progetto dell’ambito dovrebbe essere realizzato, magari attraverso un “concorso di idee”, liberando gli spazi più contigui all’ex convento in modo tale da valorizzare ancora meglio il sito. Le non trascurabili risorse economiche che collettività ha investito negli anni passati per recuperare il sito dell’Annunziata, risulterebbero sprecate se si insediassero nelle vicinanze funzioni incompatibili. Al contrario un recupero dell’ex-Siltal  in sinergia architettonica/funzionale con l’ex convento, potrebbe trasformate l’odierna “periferia” nella parte più pregiata della città fuori dal centro storico. La dimensione dell’operazione di recupero sembra garantire anche dal punto di vista economico la sua fattibilità senza la necessità di prevedere eccessive quantità volumetriche.

2.3.   Orientamento verso un sistema di mobilità sostenibile

Abbiategrasso ha la grandissima fortuna di essere collegata con Milano da una parte,  e con la Lomellina/Piemonte dall’altra, attraverso una linea ferroviaria metropolitana che entra nel cuore della città.

Il tratto del centro abitato, ancorché fonte di disturbo per i frontalieri, deve essere considerato un grandissima opportunità: il PGT, e al suo interno l’impostazione delle scelte trasportistiche, deve essere basato su questa incontrovertibile realtà.

Scelte sbagliate di passate amministrazioni regionali, provinciali e cittadine ci hanno lasciato la cattiva eredità del progetto stradale di Collegamento Magenta-Abbiategrasso – Tang. Ovest comprensivo della diramazione verso Vigevano che, se nulla cambierà,  in forza di legge dovrà essere recepito dal PGT .

Sarà compito della nuova amministrazione abbiatense, nelle more dell’elaborazione della  variante di PGT, sgomberare il campo dalla pesante eredità chiedendo a Provincia e Regione (e ai pochi Comuni oggi ancora favorevoli) di abbandonare l’inutile progetto. Le risorse pubbliche oggi previste per l’ennesima circonvallazione stradale potrebbero essere utilmente dirottate a realizzare l’interramento del tratto ferroviario urbano.

Se si realizzassero le due non utopistiche proposte (abbandono del progetto stradale e interramento ferrovia) Abbiategrasso farebbe una salto di qualità che la porterebbe ai vertici quanto meno provinciali.

  1. 3.      Proposte operative

Metodo

3.1.   Il percorso di VAS dovrà includere un approfondimento sul consumo di suolo con dati e confronti tra scenari passati e futuri.

3.2.   Le stime di crescita demografica andranno riviste secondo i più recenti dati a disposizione e conseguentemente andranno fortemente ridimensionati i bisogni abitativi della città. Andranno a tal proposito anche considerati i 2904 vani vuoti esistenti (fonte: Comune Abbiategrasso, 2012) e le aree dismesse esistenti.

3.3.   Dovrà essere impostato un vero percorso di partecipazione e non di sola consultazione.

3.4.   Dovranno essere approfondite le dinamiche economiche e sociali della città per individuarne con precisione punti di debolezza, punti di forza e opportunità.

3.5.   Dovranno essere approfondite le valenze naturalistiche e agricole presenti in ambito urbano e periurbano con studi affidati a comprovati esperti in materia.

3.6.   I pareri degli enti e le osservazioni dei cittadini dovranno essere resi pubblici sul sito web comunale in tempi rapidi e utili al processo di partecipazione.

3.7.   Le contodeduzioni dovranno essere affrontate anch’esse all’interno di un percorso pubblico in cui i cittadini dovranno poter esprimere le proprie valutazioni direttamente agli amministratori.

3.8.   Il quadro programmatico di Piano dovrà recepire puntualmente le indicazioni dei piani territoriali sovraordinati (regionali e provinciali).

Merito

3.9.       Introdurre incentivi al recupero e alla riqualificazione dell’esistente e disincentivi al consumo di nuovo suolo.

3.10.   Eliminare i meccanismi premiali che consentono l’aumento di volumetrie attualmente basato semplicemente su criteri generici, non oggettivi né verificabili in fase istruttoria.

3.11.   Andranno comunque previste premialità – non di tipo volumetrico – alla progettazione di elevata qualità paesaggistica, ambientale ed energetica, non per i soli edifici ma anche dei quartieri.

3.12.   Andranno introdotti criteri di pianificazione per quartiere al fine di elevare le prestazioni energetiche complessive, la qualità dei servizi pubblici, del verde, e della percezione estetica.

3.13.   Introdurre vincoli paesaggistici più stringenti nelle aree periurbane agricole e rinaturalizzate.

3.14.   Potenziare il ruolo della commissione paesaggistica comunale, prevedendo pareri obbligatori e pubblici, anche in fase di proposta di piani attuativi.

3.15.   L’edilizia convenzionata non dovrà essere abbinata a interventi che prevedono nuovo consumo di suolo, onde evitare un diffuso costume ricattatorio che cerca di contrapporre ambiente a disagio sociale.

3.16.   Andrà prevista una strategia complessiva per valorizzare l’agricoltura, con particolare attenzione alle aziende agricole più dinamiche e attente all’evoluzione del mercato e della normativa soprattutto se dotate di politiche attente alla filiera corta, alla diminuzione degli impatti ambientali.

3.17.   Stralciare nuove previsioni di infrastrutture che creano nuove barriere nel tessuto urbano, attirano nuove edificazioni di tipo speculativo, deturpano il paesaggio.

3.18.   Razionalizzare le sedi comunali accorpando gli uffici in un minor numero di edifici.

Centri di interesse

3.19.   Prevedere all’interno del percorso di VAS e di Relazione di Piano, specifici approfondimenti per i seguenti centri di interesse:

  1. Futuro ex Golgi Redaelli
  2. aree dismesse esistenti
  3. future aree dismesse
  4. futuro Mivar
  5. futuro Ex Tribunale
  6. Stazione ferroviaria
  7. Ex convento dell’Annunciata
  8. Fiume Ticino,
  9. Gabana, Enrichetta
  10. Area umida e roggia Cardinala
  11. Casa Guardiano delle Acque, Palazzo Stampa
  12. Parco Allea e Fossa viscontea
  13. Rogge storiche e Mulini
  14. Cascine storiche
  15. Teatro e Cinema
  16. Servizi per i bambini (strutture per l’infanzia, aree gioco ecc.)
  17. Casa delle associazioni

Richieste specifiche

3.20.   Implementare la Rete Ecologica Comunale, obbligo di legge.

3.21.   Implementare il Piano del Reticolo Idrico Minore, obbligo di legge.

3.22.   Recepire in forma vincolante e prescrittiva le indicazioni del PTRA Navigli.

3.23.   Chiedere l’estensione del vincolo di notevole interesse pubblico del Naviglio Grande per la fascia compresa tra l’ex convento dell’Annunciata e il Naviglio Grande.

3.24.   Prevedere la redazione del Piano della mobilità sostenibile.

3.25.   Prevedere la redazione del Piano del Verde.

3.26.   Prevedere l’aggiornamento del Regolamento energetico.

3.27.   Stralciare dalle zone IC le aree di espansione introdotte dal PGT vigente (2010).

3.28.   Riqualificare funzionalmente la via Dante, realizzando le rotonde già previste nel Pgtu.

3.29.   Stralciare la previsione c.d. Strada Parco ATS1.

3.30.   Vincolare area umida di viale Paolo VI compresa un’ampia fascia tampone.

3.31.   Eliminare su tutto il territorio la previsione di grandi strutture di vendita, centri commerciali e inceneritori.

Nuovi poli culturali e ambientali

3.32.   Si propone l’istituzione del Parco dell’Annunciata, comprendente le valenze storiche-paesaggistiche-ambientali dell’area compresa tra ex-convento dell’Annunciata, ex-orti, area umida, rogge storiche, Naviglio Grande, ferrovia. Pertanto dovrà essere rivista la destinazione d’uso delle relative aree (ATS2). Gli usi dovranno essere fruitivi, ricreativi, didattici, agricoli e naturalistici.

3.33.   Si propone l’istituzione di un Museo dell’Acqua con centri visita tematici individuati nell’ex convento dell’Annunciata, nella Casa del Guardiano della Acque, in Palazzo Stampa, nella colonia Enrichetta/Gabana. Di carattere etnologico e naturalistico, tale Museo saprà raccogliere gli elementi culturali della storia e del paesaggio abbiatense proponendoli in una visione integrata a un bacino pubblico certamente provinciale, molto probabilmente anche di tipo regionale.

Abbiategrasso, 29 luglio 2013

F.to Il presidente

Legambiente Terre di Parchi – Proposte e suggerimenti per la Variante di PGT del Comune di Abbiategrasso – 29 luglio 2013 (.pdf)

I contributi delle altre associazioni:

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