Perchè NO ai nuovi capannoni nell’area BCS

Le osservazioni tecniche inviate al Comune per chiedere l’annullamento del Piano Attuativo di BCS ad Abbiategrasso in viale Paolo VI

Il 5 febbraio abbiamo depositato le nostre osservazioni tecniche al Comune di Abbiategrasso nell’ambito della procedura di approvazione del Piano Attuativo di BCS in viale Paolo VI per chiederne l’annullamento. Si tratta di 4 osservazioni di carattere generale e di 12 richieste specifiche. Riportiamo qui di seguito una sintesi delle argomentazioni di carattere più generale.

Leggi le osservazioni complete: Legambiente Terre di Parchi – Osservazioni PA BCS 5.02.2020 (.pdf)

Osservazioni iniziali di carattere generale

Il Piano Attuativo (PA) in questione, per la sua ubicazione e volumetria, risulta altamente impattante e depaupera le valenze storico-paesaggistiche legate alla stretta vicinanza al convento dell’Annunciata e al Naviglio Grande e, pertanto, costituisce una privazione di valori diffusi della collettività per i quali si chiede all’amministrazione un’attenta valutazione degli interessi pubblici in gioco

La valenza paesistica dell’area merita infatti un regime di tutela elevato in funzione della sua unicità e del suo equilibrio paesistico ed ecologico che la rendono irriproducibile. A livello istituzionale, il Comune di Abbiategrasso ha, infatti, già riconosciuto tali valenze territoriale tramite il Piano delle Regole del PGT (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 28 del 17 maggio 2010) e il Piano di Azione Locale di Agenda 21 (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 84 del 28 settembre 2011) di cui si chiede di tener conto in fase di valutazione istruttoria. Non a caso la Giunta comunale ha già rinviato proposte di edificazione in tale area in base al riconoscimento che “tale porzione di territorio è strategica per lo sviluppo equilibrato della città da perseguire attuando la salvaguardia del contesto storico e ambientale” (vedasi tra le altre la delibera G.C. n. 196 del 13/10/2008 e n. 135 del 1/08/2013). 

Il progetto non dà attuazione alla valorizzazione del rapporto con il territorio circostante, sia nel rapporto con l’Annunziata che con il Naviglio Grande, e non affronta la valorizzazione delle antiche mura del complesso dell’Annunciata e di quello che rimane dell’antico “brolo” e del frutteto.

Con l’approvazione del PA si verificherebbe la situazione paradossale di consumare suolo libero di fronte ad un’enorme area dismessa (ex-Siltal) di oltre 5 ettari di estensione, senza che quest’ultima sia oggetto di alcun intervento e di fatti disincentivandone qualsiasi riqualificazione fintanto che ci sarà suolo libero da edificare.

L’aggiornamento del PGT alle normative regionali contro il consumo di suolo e orientate alla rigenerazione urbana – ormai un dovere oltre che un obbligo di qualsiasi amministrazione comunale – sarebbe invece stata l’occasione per governare tale situazione che si presenta in molte altre parti delle città. Il ritardo nell’avviare l’aggiornamento del PGT, di fatto scaduto da cinque anni, rende quindi responsabile l’attuale Giunta sia di un notevole consumo di suolo sia del mancato governo delle aree dismesse.

Si pone anche l’attenzione sulla tematica, a nostro avviso trascurata in sede di Convenzione, della possibilità per l’operatore di vendere e realizzare il PA per lotti successivi la cui realizzazione/o mancata realizzazione causerebbe la presenza parti in abbandono, disordine architettonico per giustapposizione di edificati difformi realizzati in tempi differenti, in totale disaccordo con gli obiettivi che dovevano essere raggiunti attraverso il coordinamento del piano-progetto.

Si ritiene inoltre che l’attuazione del PA determinerà effetti sulla viabilità cittadina assolutamente non valutati dalla proposta approvata, con il verificarsi di probabili conflittualità tra la via Paolo VI, la pseudo-rotonda di ingresso in città nei pressi dell’Annunciata e i nuovi accessi/uscite al PA.

La scelta delle opere di urbanizzazione secondaria appare inoltre non sufficientemente indirizzata al soddisfacimento dei bisogni della città. Manca la previsione di una pista ciclabile lungo tutta la via Paolo VI (e non solo di una parte funzionale al raggiungimento del solo PA), così come richiesto nelle osservazioni accolte dal PGTU approvato dal consiglio comunale, e l’installazione di nuovi e ulteriori porta-biciclette presso l’Annunciata (attualmente insufficienti) nonché l’utilizzo dello scomputo oneri per la riqualificazione del parco pubblico della Folletta. Per l’ennesima volta non viene valutata la cessione di volumi ad uso sociale (ad es. spazio civico per associazioni di volontariato ecc.).

Non vi è inoltre sufficiente garanzia che in tale quadro di incertezza realizzativa, le opere a scomputo siano effettivamente realizzate e messe a disposizione della collettività.

Il PA contribuisce a rafforzare la cesura territoriale –  a livello funzionale e a livello percettivo – già presente con la linea ferroviaria, che invece andrebbe mitigata per evitare la ghettizzazione del quartiere popolare della Folletta. Non viene assolutamente affrontata la possibilità di realizzare almeno un sottopasso ferroviario per il passaggio dei pedoni, affinché si crea la necessaria mobilità tra il quartiere Folletta, il suo parco pubblico e la via Paolo VI per raggiungere il quartiere dell’Annunciata.

Si ritiene inoltre che l’approvazione del PA determini l’impossibilità di valutare alternative allo sviluppo ferroviario della linea Milano-Mortara (raddoppio, spostamento della stazione/fermata ecc.) nel suo attraversamento dell’abitato di Abbiategrasso, ipotecando il futuro della mobilità cittadina.

Si ritiene quindi che la gestione frammentata dei PA relativa all’ATS 2, priva di una regia che avrebbe dovuto essere dettata dal piano-progetto o quanto meno dalle linee programmatiche di mandato del sindaco, sia lasciata invece alle arbitraria valutazione dell’Amministrazione senza che questa sia tenuta a dare evidenza delle proprie scelte. 

Il Piano Attuativo BCS, a fronte 12.500 mq di SLP, non dimostra con alcuno studio di produrre effetti positivi per l’economia della città né tantomeno significative ricadute di interesse pubblico in termini di opere di urbanizzazione secondaria. Al contrario genera impatti negativi diretti e indiretti sulle opportunità di valorizzazione dell’area interessata.

Le opere di urbanizzazione a servizio del solo comparto che l’operatore può portare a scomputo ammontano a ben il 60% dell’importo scomputato, relegando il soddisfacimento degli interessi pubblici, attraverso opere a servizio della collettività, a meno della metà delle opere di urbanizzazione a scomputo. Inoltre le opere di urbanizzazione secondaria sono inutili alla città: ignorano l’Annunciata, non risolvono problemi rotonda dei Carabinieri (considerato nodo critico nel Piano urbano del traffico, PGTU), la ciclabile così come disegnata è priva di rapporti con il territorio cittadino e circostante, funzionale al PA e non alla città.

I parcheggi ad uso pubblico non apportano nessun beneficio alla città, data la distanza dal centro cittadino, e il loro utilizzo sarà connesso unicamente alle attività commerciali da insediare. Oltre alla mancanza di utilità pubblica, l’onere della loro gestione graverà sulle casse del comune, con ulteriori costi a carico della collettività;

I parcheggi, così come concepiti, potranno ingenerare problemi di sicurezza pubblica,  con necessità di presidio in orari di chiusura degli esercizi commerciali, essendo inseriti in un quartiere di fatto orientato esclusivamente ai fini commerciali che necessità di presidio in orari di chiusura. L’operatore stesso cita che ‘la strada che piega verso gli ingressi privati dei fabbricati nelle ore notturne potrebbe essere dotata di sistemi di dissuasione di transito per ridurre nelle zona notturne o di chiusura delle strutture commerciali al pubblico, per garantire un maggior monitoraggio e livello di sicurezza’;

A fronte di un conguaglio versato al comune di 229.358,02 euro, il Comune dovrà farsi carico della manutenzione di 10.870 m2 di parcheggi di uso pubblico, in quanto nulla viene specificato a proposito nello schema di convenzione e nelle norme tecniche.

Share

Potrebbero interessarti anche...