PGT ABBIATEGRASSO / CENTRO COMMERCIALE: “L’AMMINISTRAZIONE TUTELI IL SUOLO COME BENE COMUNE SENZA CONDIZIONAMENTI”

LEGAMBIENTE “TERRE DI PARCHI”: “NO A CENTRI COMMERCIALI O ALTRE EDIFICAZIONI NEL NOSTRO TERRITORIO”
Legambiente Terre di Parchi – appresa la notizia dalla stampa locale – esprime solidarietà ai funzionari e agli amministratori del Comune di Abbiategrasso, oggetto di una significativa richiesta di risarcimento danni per il rigetto del contestato progetto di centro commerciale in una zona di pregio storico paesaggistico e naturalistico tra il complesso monumentale dell’Annunziata e il Naviglio Grande, e che, se confermata, appare alquanto discutibile. Al contempo l’associazione non risparmia una tirata di orecchie ai medesimi amministratori abbiatensi per la lunghissima gestazione del nuovo piano urbanistico (Pgt) che, a quattro anni dal loro insediamento, non hanno neanche adottato la variante nata proprio per difendere il territorio da nuove grandi strutture di vendita. Una bozza di Pgt è stata sì presentata a grandi linee, ma gli ambientalisti chiedono più convinzione e coerenza sull’obiettivo di risparmiare suolo da nuova cementificazione inutile. E punta il dito proprio sull’area incriminata, la Ats2 dietro all’Annunciata, dove i cittadini hanno chiesto la creazione di una grande area verde e che invece il nuovo Pgt destinerebbe parzialmente ancora a nuova edificazione, anche commerciale, senza risolvere il grosso problema dell’adiacente area dismessa ex Siltal.
“Ciò non toglie – precisa il presidente Maurizio Vedovati del circolo Legambiente Terre di Parchi – che riconosciamo sempre nell’Amministrazione comunale un interlocutore autorevole che appoggiamo quando ha in mente il bene comune, l’interesse pubblico e che pertanto non può e non deve cedere sotto le pressioni di singoli interessi privati, ancorché esercitati in sede giudiziaria.”

La mossa della denuncia per richiesta danni però non sorprende gli ambientalisti visto che cade con assoluto tempismo: proprio all’indomani della bozza del nuovo Piano urbanistico e all’approssimarsi delle pronunce del Tar sui vari ricorsi che l’immobiliare Essedue ha presentato. Ed è proprio ciò che è già accaduto sulla medesima area, quando la Giunta comunale capitolò davanti al ricorso al TAR della proprietà di allora – l’Immobiliare Olmo ’52 – concedendo quella destinazione commerciale che poi si protrasse e si ampliò, dalla variante PRG al PGT fino ai giorni nostri, ingrossando i bilanci delle finanziarie immobiliari senza che posassero neppure un mattone. Una storia vista tante volte in giro per la Lombardia e denunciata da Legambiente perché ha ipotecato gran parte dei territori lombardi più appetibili a un’eventuale cementificazione complicando la vita a tutti quei buoni amministratori che vogliono destinare altrimenti i loro territori.

Ed è proprio quello che sta accadendo in un piccolo comune pavese distante una trentina di chilometri da Abbiategrasso, una vicenda che Legambiente conosce molto bene perché insieme a Italia Nostra, ricorrendo al Tar, dopo una dozzina d’anni ha sventato la costruzione di un centro commerciale ad opera di un’immobiliare che, ironia del destino, è anch’essa di Bergamo come quella legata alle vicende abbiatensi. Nonostante la pronuncia del Tribunale, qui i danni richiesti inizialmente dall’immobiliare ammontano a 2 milioni di euro (ad Abbiategrasso 1,9 milioni). La nuova Giunta di Borgarello – eletta proprio su un programma che vuole difendere un territorio eccezionale a due passi dalla Certosa di Pavia e dal Naviglio Pavese – non si è comunque fatta intimidire da una citazione in giudizio che è salita fino a quasi 20 milioni di euro – e sta procedendo a cambiare il piano urbanistico  tenendo fede al proprio mandato elettorale. Ed è quello che Legambiente spera che la Giunta di Abbiategrasso realizzi, con maggiore convinzione di tutela anche per tutte quelle altre aree libere che lascerebbe ancora alla costruzione, senza cedere ad alcun tipo di pressione esterna, né occupazionale né giudiziaria.

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