PGT Abbiategrasso: i nostri indirizzi

A oltre un anno dalla chiusura dei tavoli di partecipazione indetti dal Comune per costruire la variante al Piano del Governo del Territorio, siamo stati di nuovo convocati per la presentazione della sintesi di tale attività e conoscere le Linee guida che il Comune intende seguire nella redazione della variante al PGT.

Come associazione abbiamo ripresentato il documento depositato ben due anni fa, all’avvio del procedimento di variante, perché i punti cardine per noi rimangono sempre gli stessi:

1. Premessa generale

 “Il documento di piano non contiene previsioni che producano effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.”

L’affermazione del comma 3 dell’art. 8 della legge regionale 12 del 2005 segna il vero spartiacque non solo accademico/scientifico/tecnico ma anche culturale tra il vecchio Piano Regolatore Generale e il “nuovo” Piano di Governo del Territorio.

E’ lo spartiacque tra uno strumento urbanistico che pianificava definitivamente un’intera porzione di territorio (il comune) – senza sostanziale possibilità di ripensamenti, neanche a distanza di decenni, con le condizioni politiche, economiche, culturali, ambientali cambiate in modo radicale – e uno strumento che invece delinea “in linea di massima” (art. 8, comma 1, lettera e) le scelte strategiche di un’amministrazione comunale, scelte che fanno solo intuire quali potranno essere le trasformazioni consentite, che però si sostanziano solo allorquando il piano attuativo presentato dal proprietario viene approvato dall’Amministrazione, e scelte che, come più volte ribadito dal Consiglio di Stato, si trasformano in diritti edificatori solo in presenza di un titolo abilitativo successivo all’approvazione del piano attuativo.

Se  l’Amministrazione  comunale  comprende  pienamente  la sostanziale  novità  introdotta  dalla legge 12 (indipendentemente dalla sua condivisione) può (e deve) accingersi alla modifica del PGT con la mente sgombra da retaggi impropri, avendo come punto di partenza il semplice stato di fatto.

Ovvero: dato lo stato di fatto di un territorio, quale futuro si può immaginare per perseguire  il benessere della sua comunità e l’equilibrio territoriale allargato?

Per questa ragione non si ritiene opportuno ragionare sul futuro PGT di Abbiategrasso avendo in mente il disegno degli ambiti di trasformazione del PGT vigente. Si può e si deve non tenerne conto.

2.   Abbiategrasso futura: linee strategiche necessarie

Tre  sono  gli  slogan  che  possono  sintetizzare  le  linee  strategiche  necessarie  al  futuro  di Abbiategrasso:

•     Tutela e valorizzazione delle aree agricole

•     Rigenerazione urbana attraverso il riuso delle aree dismesse

•     Orientamento verso un sistema di mobilità sostenibile

2.1. Tutela e valorizzazione delle aree agricole

La ricchezza di Abbiategrasso affonda le sue radici nel suo territorio agricolo che, senza timore di esagerare, è uno dei più fertili al mondo. Tenendo conto che la sovranità alimentare è calcolata all’80% a livello nazionale e al solo 60% a livello lombardo (Dati Regione Lombardia – Rapporto Agricoltura 2011), è evidente come sia indispensabile conservare ogni metro quadro di suolo agricolo esistente nello stato di fatto. Questa necessità d’altra parte si coniuga perfettamente con le esigenze di tutela paesaggistiche. Una scelta decisa in tal senso contribuirebbe anche a dare quelle  certezze  sul   futuro  di  cui  necessitano  le  imprese  agricole  per  adottare  tecniche agronomiche meno dipendenti dalla chimica, perseguendo in tal modo anche l’obiettivo di migliorare complessivamente l’ambiente.

2.2. Rigenerazione urbana attraverso il riuso delle aree dismesse

Appare evidente come il destino delle attuali dismesse sarà determinante per disegnare il futuro di Abbiategrasso. E all’interno di questa tematica l’area ex-Siltal, per le sue dimensioni e per la sua localizzazione, rappresenta il cuore del problema.

La sua adiacenza al delicatissimo sito dell’ex convento dell’Annunziata, la sua adiacenza alle zone naturali e agricole periurbane, la sua visibilità da una delle “porte” di ingresso della città, ne fanno contemporaneamente un problema e un’opportunità.

Il nuovo PGT dovrebbe individuare un ambito di trasformazione corrispondente al perimetro dell’area industriale dismessa, al più comprendendo solo altri edifici all’intorno più o meno in disuso o sottoutilizzati.

Il progetto dell’ambito dovrebbe essere realizzato, magari attraverso un “concorso di idee”, liberando gli spazi più contigui all’ex convento in modo tale da valorizzare ancora meglio il sito. Le non trascurabili risorse economiche che collettività ha investito negli anni passati per recuperare il sito dell’Annunziata, risulterebbero sprecate se si insediassero nelle vicinanze funzioni incompatibili. Al contrario un recupero dell’ex-Siltal in sinergia architettonica/funzionale con l’ex convento, potrebbe trasformate l’odierna “periferia” nella parte più pregiata della città fuori dal centro storico. La dimensione dell’operazione di recupero sembra garantire anche dal punto di vista economico la sua fattibilità senza la necessità di prevedere eccessive quantità volumetriche.

2.3. Orientamento verso un sistema di mobilità sostenibile

Abbiategrasso ha la grandissima fortuna di essere collegata con Milano da una parte, e con la Lomellina/Piemonte dall’altra, attraverso una linea ferroviaria metropolitana che entra nel cuore della città.

Il tratto del centro abitato, ancorché fonte di disturbo per i frontalieri, deve essere considerato un grandissima opportunità: il PGT, e al suo interno l’impostazione delle scelte trasportistiche, deve essere basato su questa incontrovertibile realtà.

Scelte sbagliate di passate amministrazioni regionali, provinciali e cittadine ci hanno lasciato la cattiva eredità del progetto stradale di collegamento Magenta-Abbiategrasso – Tang. Ovest comprensivo della diramazione verso Vigevano.

Sarà compito della nuova amministrazione abbiatense, nelle more dell’elaborazione della  variante di PGT, sgomberare il campo dalla pesante eredità chiedendo a Provincia (oggi Città metropolitan) e Regione (e ai pochi Comuni  oggi  ancora  favorevoli)  di abbandonare  l’inutile  progetto.  Le  risorse  pubbliche  oggi previste per  l’ennesima  circonvallazione  stradale  potrebbero essere utilmente  dirottate  a realizzare l’interramento del tratto ferroviario urbano o comunque soluzioni adeguate in tal senso.

Se si realizzassero le due non utopistiche proposte (abbandono del progetto stradale e raddoppio ferrovia) Abbiategrasso farebbe una salto di qualità che la porterebbe ai vertici quanto meno provinciali.

Share

Potrebbero interessarti anche...