PGT Abbiategrasso: primi commenti alla bozza presentata pubblicamente dal Comune

Tiepide le reazioni di Legambiente sulla bozza di variante del Piano di Governo del Territorio

[Comunicato Stampa]

variante pgt abbiategrasso22.2.2016Un giudizio con luci e ombre quello di Legambiente Terre di Parchi sui primi elaborati del nuovo PGT di Abbiategrasso presentato lunedì scorso dall’amministrazione comunale. In attesa di vedere i documenti nel dettaglio e leggere quelli che mancano ancora all’appello, Legambiente – ribadendo quanto già dichiarato pubblicamente durante l’incontro – vuole innanzitutto fare chiarezza che non siamo in presenza di un PGT a consumo zero di suolo sebbene sia evidente lo sforzo di ridurre la aree edificabili e di porre rimedio a un PGT sovradimensionato che attualmente punta sulla quantità e non sulla qualità senza promuovere la rigenerazione e la riqualificazione dell’esistente.

“Certo, rispetto al vecchio PGT che prevedeva di costruire sulla totalità delle aree libere, si apprezza il tentativo di risparmiare suolo (-70%) e di riqualificare aree dismesse o già urbanizzate. Sono però oltre 620 mila i metriquadri ancora edificabili su suolo libero – che rappresenterebbero un aumento del consumo di suolo di quasi l’8% – troppi secondo Legambiente viste le tante volumetrie ancora invendute e l’andamento demografico sostanzialmente stabile. Ciò che richiede una maggiore dibattito e che al momento lascia perplessi è pensare di edificare oltre 940 mila mq senza spiegare quali siano i fabbisogni della città nei prossimi cinque anni.”

Inoltre il problema delle tante aree dismesse da riqualificare sembra ancora rimasto in sospeso. Al momento non convince che l’unico incentivo sia di concedere maggiori cubature su queste aree (il doppio ad esempio per l’area Siltal) senza introdurre meccanismi economici di penalizzazione per chi vuole costruire su suolo libero. Ma senza una bozza di Piano delle Regole è ancora impossibile approfondire l’argomento.

A questo proposito il futuro prospettato per l’area AT2 (dietro all’Annunciata) non rispecchia assolutamente il risultato dei tavoli di partecipazione fin qui fatti. L’associazione infatti non si accontenta della salvaguardia di qualche campo agricolo e della roggia Cardinala che con questa proposta di PGT rischiano ancora di essere contornati da troppo cemento, tra cui quella grossa fetta di terreno agricolo libero (Bcs e Sogef): consentire edificazioni su suolo agricolo esattamente accanto ad una area dismessa  (Siltal) significa disincentivare totalmente il recupero dell’area dismessa stessa. Oltretutto questa area è oggetto di un dibattito pubblico per una possibile rilocalizzazione della stazione ferroviaria di Abbiategrasso, opzione che sarebbe davvero importante affrontare seriamente una volta per tutte.

Molto debole – per non dire vuota – è anche la proposta di valorizzazione dell’identità rurale della città. Addirittura poco comprensibile risulta la logica degli interventi “sperimentali” (AVM1 e AVM2) indicati per incentivare economicamente due strutture agricole poste nei pressi della ipotetica nuova tangenziale, spuntati dal nulla senza alcuna preventiva discussione nei tavoli di partecipazione. Legambiente si riserva di fare adeguati approfondimenti al proposito, nella speranza che non si tratti di una mera compensazione economica a operatori locali impattati dalla possibile costruzione della strada. Legambiente trova anche rischioso che il PGT dia per scontato che la tangenziale – parte del progetto più ampio di superstrada per Malpensa  – verrà realizzata e che avrà quel tracciato, penalizzando di fatto alternative più sostenibili e razionali per la viabilità e lo sviluppo della zona che ha invece vocazioni agricole e paesaggistiche molto spiccate.

Su questo argomento Legambiente ha già chiesto pubblicamente che i terreni del comparto AT3 tra Mendosio e Ozzero che torneranno destinazione agricola, fatto di per sé positivo, siano tutelati con più forza “restituendoli” al Parco del Ticino come erano originariamente prima del PGT della Giunta Albetti, che aveva tentato di renderli tutti edificabilie che vengano definiti “Ambiti agricoli strategici” nel Piano Territoriale Provinciale. Queste sono le condizioni per rendere “credibili” le scelte dell’Amministrazione nel comparto est della città.

Ciò che preoccupa in generale l’associazione ambientalista sono i tempi davvero ridotti con cui si vuole portare ad approvazione il nuovo PGT – senza un vero dibattito con la città – e comunque il pochissimo tempo che rimarrà a disposizione di questa amministrazione per avviarne l’attuazione. Il rischio infatti è che passi poco tempo e una nuova Giunta rimetta in discussione quel poco di buono conquistato con tanto impegno dai cittadini e dalle associazioni in termini di salvaguardia del suolo e di tutela del paesaggio.

Legambiente Terre di Parchi

Share

Potrebbero interessarti anche...