PGT di Abbiategrasso: ancora molto da fare

Nella proposta del nuovo piano urbanistico (PGT) troppe aree agricole sono ancora a rischio cementificazione, non si spinge con forza verso la riqualificazione dell’esistente, non si risolve il problema annoso delle aree dismesse e si ignora il progetto di raddoppio ferroviario e di spostamento della linea S9 all’Annunciata

Il 12 settembre scorso abbiamo presentato nuovamente le nostre osservazioni formali alla proposta di Piano di Governo del Territorio (PGT) che attualmente è nella fase conclusiva di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). E’ stata quindi la prima vera occasione per leggere – nero su bianco – le intenzioni di questa amministrazioni rispetto al futuro urbanistico della città di Abbiategrasso. Ecco le nostre considerazioni.

Le osservazioni depositate, di oltre 15 pagine, non hanno fatto altro che ripercorrere quanto chiediamo pubblicamente da oltre tre anni: rivedere profondamente l’aberrante PGT vigente approvato nel 2010 dalla precedente Giunta (sindaco Albetti) che prevedeva di costruire ogni centimetro quadro di Abbiategrasso e che in quest’ottica di consumo di suolo dissennato si è rivelato fuori dal tempo e fallimentare.

In sintesi le nostre osservazioni e richieste hanno costantemente chiesto un deciso stop al consumo di suolo secondo queste tre linee strategiche specifiche per Abbiategrasso:
• Tutela e valorizzazione delle aree agricole
• Rigenerazione urbana attraverso il riuso delle aree dismesse
• Orientamento verso un sistema di mobilità sostenibile.

Consumo di suolo –  La proposta di nuovo PGT prevede ancora un aumento del consumo di suolo del 6,3 % un fatto grave che rappresenta, in questi ultimi anni, un caso più unico che raro. Ovvero che nella sostanza non si intravvedono inversioni di tendenza rispetto alle scelte operate nel 2010 dalla precedente Amministrazione, per altro severamente criticate in altre parti della relazione e non motivate da esigenze concrete. E a poco giova sapere che la maggior parte delle espansioni previste derivano dal PGT vigente (o addirittura dal vecchio PRG). Si tenga presente che a queste quantità di consumo di suolo si andranno ad aggiungere le perdite di suolo agricolo causate dalla nuova infrastruttura viaria prevista (Vigevano-Malpensa) nel malaugurato caso venisse realizzata.

 

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Le aree agricole da tutelare

Aree agricole – La ricchezza di Abbiategrasso affonda le sue radici nel suo territorio agricolo che, senza timore di esagerare, è uno dei più fertili al mondo. Per perseguire tale obiettivo strategico, si chiede quindi una tutela più forte per le aree agricole che caratterizzano il paesaggio di Abbiategrasso. Se da un lato, infatti, si apprezza una revisione delle destinazioni d’uso di diverse superfici che il PGT vigente destinava a cementificazione, dall’altra si chiede garanzia che tutte le aree agricole acquistino un carattere strategico e una valenza ambientale che solo un impianto normativo più forte – come quello previsto delle “aree agricole strategiche” del PTCP e dal PTC del Parco del Ticino – può assicurare. E ciò deve avvenire fin da subito riportando tutte le aree agricole all’esterno del perimetro IC – e di fatto restituendole al Parco del Ticino – e prevedendo di classificarle come aree agricole strategiche in seno al PTCP.

Aree dismesse – Appare evidente come il destino delle attuali dismesse sarà determinante per disegnare il futuro di Abbiategrasso. In linea generale si ritiene però che questo annoso problema non sia affrontato con strumenti sufficientemente forti e risolutivi. Si comprende sì la complessità di questo tema e la povertà degli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali, tuttavia nei documenti a disposizione non si trova né una compiuta analisi dello stato di fatto né una strategia complessiva per iniziare ad affrontarlo nei cinque anni di vigenza del prossimo PGT. In definitiva, l’ampia offerta di aree libere edificabili che questa Variante propone costituisce un forte deterrente alla rigenerazione di tutte le aree dismesse di Abbiategrasso vanificando proprio quell’obiettivo di rigenerazione urbana che la stessa Amministrazione si è prefissata nei propri documenti programmatici.

Potenziamento linea ferroviaria – Abbiategrasso ha la grandissima fortuna di essere collegata con Milano da una parte, e con la Lomellina/Piemonte dall’altra, attraverso una linea ferroviaria metropolitana che entra nel cuore della città. Scelte sbagliate di passate amministrazioni regionali, provinciali e cittadine ci hanno lasciato la cattiva eredità di un raddoppio incompleto della Milano-Mortara. E pure questa proposta di Variante in esame rischia di impedire per sempre la possibilità di portare l’S9 in città perché le aree vocate a quest’opera sono lasciate edificabili a scopo residenziale e commerciale!.

Ci preoccupano infine molti altri aspetti che invece dovrebbero costituire l’ossatura portante di una difesa dell’identità territoriale di Abbiategrasso fatta di elementi paesaggistici e culturali incantevoli. Ci riferiamo alla mancanza di una normativa di dettaglio per la tutela paesaggistica, di una rete ecologica delle aree verdi, del parco pubblico dell’Annunciata chiesto invece a gran voce da tutti i cittadini.

Insomma c’è ancora molto da fare in questa proposta di PGT e noi ci impegneremo perché i tavoli di partecipazione di tre anni fa non restino solo un momento di facciata ma si traducano in elementi concreti.

Ecco poi tutti i pareri e le osservazioni degli altri enti e organizzazioni (pdf) relativi alla VAS (settembre 2016) che confortano le nostre osservazioni:

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