Premio Comuni Ricicloni Lombardia 2011

E’ Roverbella (MN) il vincitore assoluto della sesta edizione di Comuni Ricicloni Lombardia. Il piccolo comune si è imposto in classifica ottenendo il primo posto grazie ad un indice di buona gestione che totalizza un punteggio di 78,5, con una elevata percentuale di raccolta differenziata (78,6%) che ha permesso al comune di risparmiare, in un anno, oltre 119 chilogrammi di CO2 per ogni abitante.

Al secondo posto troviamo Paderno Franciacorta con un indice di gestione di 77,4 e al terzo Marmirolo, un altro comune mantovano con punteggio di 76,5 in gran parte dovuto a una raccolta differenziata che raggiunge addirittura l’85,3%, come dire che ogni abitante risparmia 150 kg di CO2 grazie al riciclaggio dei materiali che compongono i rifiuti separati.

Nella categoria dei capoluoghi è Lecco ad aggiudicarsi il premio di Legambiente: la città lariana totalizza infatti un punteggio di 52,98 per la sua gestione dei rifiuti, seguono Bergamo e Monza, mentre tutti gli altri capoluoghi restano esclusi dalla classifica.

Tra le altre categorie, merita una menzione il primo tra i comuni sopra i 10.000 abitanti: Travagliato (BS), con una percentuale di differenziata del 73,6%, dimostra che non è necessario essere piccoli comuni per conseguire risultati eccellenti.

Complessivamente, molte posizioni di eccellenza sono occupate da comuni della Lombardia orientale, riscattando almeno in parte prestazioni che, in particolare nella provincia Bresciana, non sono altrettanto positive.

Dossier Legambiente Comuni Ricicloni Lombardia 2010 [.pdf, 5 MB]

I riconoscimenti assegnati da Comuni Ricicloni Lombardia sono stati presentati il 13 giugno durante una conferenza a Milano, a cui hanno partecipato tra gli altri Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, Andrea Poggio, vicedirettore Legambiente e l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti.

Per entrare in classifica, Legambiente ha alzato l’asticella della soglia minima al 50% di raccolta differenziata per i comuni con più di 10mila abitanti e al 55% per i più piccoli. Niente da fare, dunque, per la città di Milano, la cui raccolta differenziata (dato del 2009) è ferma poco sopra il 34%: un valore lontanissimo dal minimo richiesto per ottenere un qualsiasi piazzamento nel club dei 665 virtuosi ricicloni, il 43% dei comuni lombardi.

Nel confronto tra province, le differenze sono ancora molto forti: se le provincie di Cremona e Lecco nel loro complesso sfiorano il 60% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, quella di Pavia invece si ferma al 28%, mentre Brescia è penultima al 41%.

“Il dato medio per l’intera Lombardia è pari al 48% – è la valutazione di Andrea Poggio, vicedirettore nazionale Legambiente -, in aumento rispetto agli anni passati, ma non abbastanza per primeggiare rispetto alle regioni confinanti, che corrono molto più veloci. La Lombardia disperde ancora nelle discariche e negli inceneritori un terzo del potenziale in materie prime e la metà del potenziale di energia, che sarebbe possibile recuperare con impianti di biogas per la generazione di biometano da distribuire nella rete”.

“In Lombardia continua la marcia per migliorare la gestione dei rifiuti – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – ma ci sono sacche di territorio regionale che fanno resistenza passiva al cambiamento. Tra questi in particolare la provincia di Pavia, dove solo 3 comuni entrano in classifica, e molte città, in primis Brescia e Milano. Alla nuova amministrazione meneghina lanciamo la sfida di uscire da uno stallo sempre più imbarazzante che dura ormai da quindici anni, introducendo la separazione dell’umido domestico senza perdere altro tempo”.

La classifica di “Comuni Ricicloni” non valuta solo la percentuale di raccolta differenziata per attribuire le postazioni in graduatoria: essa infatti tiene conto di una serie di indicatori che, complessivamente, permettono di valutare la buona gestione dei rifiuti a livello municipale, con riferimento alla qualità del servizio, alla prestazione tariffaria, agli sforzi per conseguire, in primo luogo, la riduzione complessiva dei rifiuti prodotti. Gli indicatori impiegati misurano anche il grado di sostenibilità ambientale, in termini di riduzione equivalente delle emissioni di CO2.

Il dato regionale è impressionante: un miliardo di chili di CO2 risparmiati ogni anno, è questo, secondo i calcoli di Legambiente, il risultato totalizzato dalla somma degli sforzi di differenziazione dei rifiuti in Lombardia. Una buona prestazione che è ancora da migliorare però, visto che all’appello dei “ricicloni” manca il 57% dei comuni e addirittura 1 comune su 4 non raggiunge nemmeno il 35% di raccolta differenziata, quota a cui si doveva arrivare nel 2003 secondo il Decreto Ronchi. E se tra i piccoli comuni si conferma il trend positivo degli ultimi anni, alcuni fanno balzi da gigante arrivando a totalizzare in un solo anno miglioramenti anche del 40%, come avvenuto a Monzambano (MN), e di oltre il 30% come a Castrezzato e Coccaglio (BS), tutti comuni premiati come grandi “scalatori” della classifica: questi comuni dimostrano che la raccolta differenziata è più facile farla che parlarne.

“Amministratori e cittadini possono fare molto per ridurre la dipendenza della nostra regione dagli inceneritori, aumentando la raccolta differenziata e puntando sulla riduzione – conclude Di Simine – Raggiungendo gli obiettivi imposti dalle direttive europee possiamo già dismettere qualche vecchio bruciatore, e a guadagnarci non sarà solo l’ambiente, ma anche le tasche dei contribuenti: come certificato dalle relazioni del Garante regionale dei servizi, i comuni ricicloni pagano tariffe rifiuti mediamente molto più basse di quelli in cui prevale ancora il ricorso agli inceneritori”.

Share

Potrebbero interessarti anche...