Qualcuno salvi il paesaggio abbiatense

La posizione di Legambiente sull’edificazione Sogef in via Paolo VI

L’Annunciata vista dall’area umida della roggia Cardinala, lungo via Paolo VI. Abbiategrasso

Abbiategrasso, 18 aprile 2012. Nella giornata odierna il circolo ha consegnato le osservazioni formali per contrastare il piano di lottizzazione lungo la via Paolo VI e che minaccia di cancellare con quattro palazzine di otto piani l’area restrostante dell’Annunciata, porta di ingresso alla città in cui è ancora apprezzabile il paesaggio tipico di Abbiategrasso, fatto di bellezze culturali, monumentali, agricole e naturali.
Osservazioni Legambiente Piano Attuativo Sogef Paolo VI 17aprile2012 (.pdf)
Questo intervento è però solo il primo tassello di quanto è stato pianificato per tutta l’area agricola che si affaccia verso il Naviglio Grande: è quello infatti che prevede il Masterplan depositato in Comune lo scorso ottobre nel silenzio generale e senza renderlo noto al consiglio comunale e alla cittadinanza, neanche in Commissione Lavori pubblici né durante i famigerati momenti partecipativi dedicati a questi temi. Legambiente ha però rintracciato su un sito di concorsi di architettura il progetto e lo rende noto tramite i giornali e il proprio sito Web (articolo seguente) affinché si apra un dibattito pubblico sul futuro di quell’area.

Si badi, il documento non è solo un elaborato tecnico, ma era lo strumento mancante per dare il via libera a tutti i futuri progetti di costruzione sull’area ATS2 SIltal-Annunciata e che traccia lo scenario paesaggistico della “nuova città”.
L’ATS2 è quell’enorme area di oltre 52 ettari demarcata dalla via Giotto a cui fanno da sfondo il complesso dell’Annunciata e il Naviglio Grande, oltre all’area umida e gli orti, in cui il Masterplan prevede un disegno complicato e disorganico ma fortemente impattante che serve a far posto al centro commerciale e a palazzoni alti fino a otto piani, con spazi verdi frammentati – che per stessa definizione del PGT non dovranno costituire un parco urbano e quindi saranno privi di valore paesaggistico e fruitivo.

Secondo il testo descrittivo che accompagna questi elaborati, la nuova città diventerà un “sistema rizomatico di contemporanee allee che contribuisce a riqualificare le infrastrutture viarie esistenti…”: è veramente questo il futuro del paesaggio di Abbiategrasso?

Noi speriamo di no! Perchè vogliamo e crediamo in una città costruita dal basso, secondo i bisogni delle persone, e non secondo un disegno calato dall’alto che cancella i segni e gli elementi di pregio peculiari delle nostre terre nascondendoli dietro a parole confuse e aleatorie che creano solo l’alibi per una futura cementificazione.
 
Ci sarebbero molte altre domande da farsi su questo elaborato, le sue previsioni, l’iter che ha seguito, il suo autore ecc. ma speriamo che chi ha il dovere di rappresentarci in consiglio faccia gli adeguati approfondimenti, così come i giornalisti ficchino il naso maggiormente nelle delibere e nei provvedimenti di spesa della Giunta.

Abbiategrasso, 19 marzo 2012.  Stop al cemento in via Paolo VI ad Abbiategrasso

 Legambiente richiede una moratoria sul progetto di lottizzazione in via Paolo VI, considerato l’elevato impatto del progetto e la mancanza di una discussione a livello cittadino. E’ questo il succo della richiesta ufficiale protocollata al Comune la scorsa settimana dal circolo locale Terre di Parchi.
 
“Come abbiamo già avuto modo di dire in più occasioni, riteniamo quell’area particolarmente fragile dal punto paesaggistico e ambientale. Chiediamo pertanto al Comune di porsi come un interlocutore forte di fronte all’operatore immobiliare, facendosi portavoce del volere dei cittadini che non sopportano più veder scomparire le ultime aree verdi e di campagna intorno alla città.”

“Tecnicamente non c’è stato neanche il tempo di studiare a fondo il progetto, e dopo le ultime dichiarazioni del Sindaco Albetti che prospetta altre profonde modificazioni per tutta la zona dietro all’Annunciata, chiediamo di fermare i giochi e di spiegare alla cittadinanza il futuro di tutta l’area ATS2, possibilmente facendo partecipare l’intera città in questa decisione strategica”.

L’associazione ambientalista ha quindi presentato una serie di richieste formali e tecniche al fine di porre uno stop alla lottizzazione di via Paolo VI e di salvaguardare la zona, in particolare la prospettiva verso l’Annunciata, l’area umida, la roggia Cardinala, gli orti e l’ex casello ferroviario.
 
 
 
“Chiediamo uno stop a maggior ragione ora che siamo nella fase calda della campagna elettorale, in cui non sarebbe consentito adottare provvedimenti così pesanti da non poter essere più messi in discussione dalla futura amministrazione che i cittadini sceglieranno.”
 
Abbiategrasso, 7 marzo 2012. Il nuovo eco-mostro di via Paolo VI? “Una cementificazione annunciata e siamo solo all’inizio di ciò che prevede il Pgt su tutte le aree verdi e agricole intorno alla nostra città”. Questa la lapidaria riflessione di Legambiente sul caso delle palazzine Sogef previste a ridosso dell’Annunciata.

A suo tempo i cittadini hanno cercato di impedire questa colata di cemento con osservazioni e proposte che sono state tutte respinte dall’Amministrazione comunale.” Il circolo ambientalista ricorda che per l’area ATS2 era stato chiesto di dimezzare le volumetrie ma che non c’è mai stata la disponibilità a mettere in discussione tutte nuove urbanizzazioni previste dal Pgt. Anche durante i tavoli di Agenda 21 l’associazione, insieme al Forum di cittadini, ha presentato proposte di per arginare il consumo di suolo ad Abbiategrasso, proponendo idee e strumenti per indirizzare le nuove costruzioni sulle aree dismesse, ma i risultati non si vedono.

L’associazione, insieme ai cittadini del Forum di A21, ha pertanto presentato delle osservazioni e delle richieste formali che si possono leggere nel file seguente:

“Troviamo assurdo che ancora una volta si vada a sacrificare un patrimonio – la bellezza del paesaggio di Abbiategrasso – che andrebbe difeso e valorizzato anche come risposta alla crisi economica. E – avverte l’associazione – che la quota di social housing non diventi un alibi a questo tipo di operazioni immobiliari, perché esistono altri mezzi e risorse per dare una casa alle persone meno abbienti”.

L’associazione sottolinea anche la propria contrarietà al premio volumetrico concesso indistintamente agli edifici in classe energetica superiore. “Bisogna ripensare questo incentivo all’edificazione perché se va ad incrementare la perdita di suolo allora non è una misura ambientale sostenibile.”

“Ora chiediamo a tutte le forze politiche di impegnarsi per far sì che quest’area non diventi l’ennesimo mostro di cemento alle porte di ingresso della città, come già sta avvenendo verso Ozzero ma in futuro a Castelletto e lungo tutte le nuove circonvallazioni in progetto. Con la quantità di aree dismesse e di appartamenti vuoti che ci sono in città, ogni nuovo metro cubo su terreno fertile è inaccettabile”.

“Occorre ripensare tutta la pianificazione della città, che si basa su regole modificabili e migliorabili in qualsiasi momento. Basta avere in mente un’idea diversa di sviluppo urbano e che ponga in primo piano la bellezza del nostro territorio che abbiamo ereditato.”

Da parte sua, Legambiente continua la sua politica contro il consumo di suolo promuovendo la legge di iniziativa popolare in difesa del paesaggio anche a livello nazionale come è già stato fatto a quello regionale e presto tutti i Comuni riceveranno un questionario per l’indagine scientifica che sarà alla base della proposta legislativa. Si tratta di una battaglia che rimanda indietro nel tempo alle origini dell’ecologismo: la mancanza di norme in materia di tutela del suolo è paragonabile, per fare un esempio, alla lotta contro l’inquinamento nei primi anni ’70, ma la lungimiranza degli ambientalisti vinse e questa è la speranza anche su questo nuovo fronte. D’altronde, qualcuno deve pur difendere il paesaggio.

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