Riprende la devastazione della preziosa area umida di Abbiategrasso

Area Umida Abbiategrasso tubazioni roggia Corria 1.08.2013Milano, 1 agosto 2013 Comunicato stampa

Parco del Ticino: in corso la devastazione della preziosa zona umida di Abbiategrasso

Specie di fauna e flora protetta distrutte dalle ruspe. Legambiente chiede l’intervento del Parco e del Corpo Forestale dello Stato

Ruspe in azione alle porte di Abbiategrasso, tra i canneti, i saliceti e i prati umidi della preziosa zona umida prospiciente il Convento dell’Annunciata. E’ quanto sta avvenendo in queste ore in un vasto terreno che fa parte del Parco Regionale della Valle del Ticino, che da almeno un decennio è semiallagato e ospita ecosistemi acquatici e forestali ricchissimi di specie di piante e animali rare e protette, come di recente accertato anche da istituzioni scientifiche di primo livello quali l’Università di Pavia e la Società Botanica Italiana.

La società immobiliare proprietaria dell’area ha infatti dato il via a lavori di drenaggio e bonifica agraria sui terreni su cui sogna di realizzare una grande lottizzazione con centro commerciale. In assenza di qualsiasi autorizzazione, questa mattina è anche cominciata la posa di pesanti tubi e condotte in cemento armato destinate a raccogliere le acque per prosciugare completamente l’ambiente acquatico. Un danno ambientale gravissimo, che compromette anche il paesaggio che oggi accoglie chi entra in città dal lato del convento quattrocentesco, sconvolgendo l’assetto dell’area. Se il cantiere non verrà fermato dalle autorità, i lavori produrranno in breve tempo la perdita irreversibile di un valore naturalistico inestimabile.

“Ciò che lascia sconcertati è il fatto che un simile disastro ambientale avvenga alla luce del sole, in un parco regionale e sotto gli occhi di centinaia di passanti –
dichiara Damiano Di Simine presidente di Legambiente Lombardia, associazione che oggi stesso ha provveduto a trasmettere un esposto alla vigilanza del Parco e al Corpo Forestale dello Stato – è evidente che gli artefici di queste gravi manomissioni confidino in una qualche forma di impunità, che però non può discendere da alcun inesistente diritto acquisito, dal momento che non sono state rilasciate autorizzazioni edilizie e che il piano urbanistico del comune ha appena iniziato l’iter che dovrebbe portare alla messa sotto tutela dell’intera area. Per questo chiediamo l’immediato intervento delle autorità di vigilanza e polizia giudiziaria”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia

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