Rischio commissariamento per il Parco del Ticino

“L’ente parco approvi in tempo la riforme previste dalla legge”

Il Circolo locale di Legambiente chiede trasparenza e celerità
e lancia un appello ai politici e al territorio per vigilare sulla riforma

26 novembre 2011 – Il circolo locale di Legambiente esprime forte preoccupazione per ciò che sta avvenendo nel Parco del Ticino e chiede chiarezza sui tempi e sulle modalità di applicazione delle riforme imposte dalla contestata legge sui parchi approvata dalla Regione la scorsa estate.

“In un momento così delicato per la sopravvivenza del Parco, viene fatto un uso strumentale e politico della legge di riforma con il rischio di far commissariare l’ente e limitarne la capacità di azione sul territorio. Il ritardo e la mancanza di trasparenza con cui il Parco del Ticino sta affrontando l’adeguamento del proprio statuto non sono comprensibili, a meno che non costituiscano un pretesto per indebolire l’area protetta.”

Chiediamo all’attuale consiglio di amministrazione e alla presidente Bertani un forte impegno per applicare la riforma nei tempi previsti varando lo statuto entro il 4 dicembre senza perdere altro tempo. Ai sindaci dei Comuni, ai presidenti delle Province e alle associazioni territoriali chiediamo di vigilare sul corretto svolgimento di questa operazione affinché non diventi l’occasione per mettere le mani sul Parco”.

La nuova legge regionale sui parchi approvata in agosto – contestata dal circolo di Legambiente Abbiategrasso e da tutte le associazioni ambientaliste con il risultato di contenere gli effetti più nefasti – impone a ogni ente parco l’obbligo di riscrivere il proprio statuto per adeguarsi alla nuova forma giuridica di ente pubblico che prevede anche una riforma del Consiglio di Amministrazione, con una riduzione dei membri e la presenza di un componente di nomina regionale. Questa rivoluzione, da portare a termine in tempi molto brevi, deve essere completata entro il 4 dicembre di quest’anno, altrimenti gli enti parco verranno commissariati dalla Regione.

La presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, nell’ambito di una conferenza tenutasi domenica 15 novembre a Tornavento, nei pressi di Lonate Pozzolo, è già stata sollecitata pubblicamente da diverse associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, a convocare in breve tempo i Sindaci in assemblea per far approvare il nuovo statuto. Tuttavia, ad oggi, non circolano informazioni sui tempi e sul nuovo statuto e, pertanto, è molto alto il rischio di commissariamento da parte della Regione.

“È per questo che chiediamo soprattutto ai sindaci del nostro territorio, in particolare Albetti e Del Gobbo, di farsi promotori di questa richiesta per evitare di incorrere in un commissariamento che esporrebbe ad ulteriori rischi il nostro ambiente.”

Che cosa comporterebbe il commissariamento?  I parchi regionali e il Parco del Ticino in particolare sono stati creati circa trent’anni fa dalla volontà popolare di mettere a disposizione della collettività i propri territori, promuovendo una forma di tutela ambientale che vede l’integrazione armonica tra aree verdi e zone urbanizzate. I parchi hanno consentito di frenare l’avanzata del cemento e di contrastare il fenomeno del consumo di suolo e della perdità di biodiversità.  Il commissariamento ad opera della Regione comporterebbe la perdita da parte di Province e Comuni, tra cui anche Abbiategrasso e Magenta, della gestione delle zone sottoposte a tutela, in un momento in cui i nostri territori sono sotto il ricatto delle grandi opere infrastrutturali, degli abusi edilizi e delle altre opere di urbanizzazione selvaggia previste nei Pgt locali.

Anche Legambiente Lombardia, a livello regionale, lancia un allarme sulla situazione dei Parchi. “La precarietà di gestione dei Parchi indotta da questa riforma potrebbe favorire speculazioni a livello territoriale. Inoltre auspichiamo che si affronti, dopo i cambiamenti della legge, un rilancio complessivo del Parco del Ticino, la maggiore area protetta della Regione. Rimaniamo contrari a ogni commissario che indebolirebbe il sistema delle aree protette e il suo consenso popolare. E’ tempo di rispondere in modo più efficace al governo del territorio dei Parchi e di mantenere e aumentare le risorse economiche a loro destinati, è tempo di completare il sistema delle aree protette regionali con la costituzione del Parco del Po, del Parco delle Brughiere, del Parco del Monte Genesio e dell’Area protetta del Bernina e Disgrazia. Oggi abbiamo bisogno di più Parchi in Lombardia e non certo di annullare questa preziosa e importante esperienza per la comunità regionale.”

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