Ritiro del masterplan ATS2: è un buon inizio per salvare l’area umida ma…

Apprendiamo con favore il ritiro del mostruoso masterplan sull’area ancora inedificata “Annunciata/Siltal” (ATS2) che prevedeva volumi di cemento e un centro commerciale al posto dell’attuale zona agricola, area umida e orti. Ora, senza masterplan, sono state finalmente tagliate le gambe alle future pesanti lottizzazioni previste nei piani della ex Giunta Albetti – Sironi.
Con questo atto, evidente frutto delle recenti pressioni di tutte le associazioni che hanno a cuore il nostro territorio, tra cui Legambiente, Italia Nostra, il Comitato per il Territorio Abbiatense, Humus in Fabula, il Folletto e molte altre – speriamo che la nuova giunta voglia ripensare il futuro di quell’area in un percorso partecipato e che ponga per sempre fine al previsto consumo di suolo, tutelandone la qualità del paesaggio e le valenze naturalistiche già presenti.

Rimane però ancora sotto scacco l’area di fronte, quella degli orti, minacciata dalle quattro palazzine da otto piani della Sogef, a ridosso dell’Annunziata. Per questo non ci accontentiamo di questo risultato, ma pretendiamo che si uniscano le forze per convincere l’operatore a rinunciare all’abominevole progetto.

In più auspichiamo che si avvii al più presto il confronto sulla revisione del Pgt perché fino ad oggi non c’è stata occasione per discuterne, non essendo stati più attivati né la Consulta ecologica né Agenda 21. In gioco ci sono molte altre zone agricole e naturali ipotecate a sicura cementificazione e finché non si rimette mano al Pgt non smetteremo di impegnarci.

Oggi, però, vogliamo tirare un piccolo sospiro di sollievo e di soddisfazione. Guardiamoci indietro: anni di pressioni e di sensibilizzazione,oltre che di aspra opposizione, stanno finalmente incrinando il PGT, un atto calato dall’alto che sembrava intangibile e solo su misura degli immobiliaristi.

Ricordiamo infatti che la battaglia per la tutela di quella cornice di campagna che inquadra l’Annunciata, il Naviglio Grande e l’area umida comincia tanti anni fa, quando già le famiglie del Gruppo d’acquisto solidale presentavano formale istanza al Comune nell’ambito dell’approvazione del Pgt, forti anche di pareri scientifici del Parco del Ticino (ignorati dal Comune). Poi Humus in Fabula con le sue iniziative creative, i tavoli di Agenda 21 con Legambiente e il Gruppo Pesca, la scoperta e la denuncia del masterplan, e infine le istanze contro il progetto Sogef, le proposte di vincolo paesaggistico a Regione e nel Piano territoriale provinciale. Infine l’intensa attività in piazza da parte del Comitato con banchetti, concorsi e molto altro.

Insomma, crediamo sia venuto il momento di mettere al centro dell’attenzione il futuro della nostra città e del suo territorio, mettendo da parte gli atteggiamenti da réclame e lavorando per il bene comune con il giusto riconoscimento dei vari soggetti che fino ad oggi si sono impegnati con continuità, coerenza e competenza per la tutela dell’ambiente e del paesaggio di Abbiategrasso.

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