SUPERSTRADA VIGEVANO-MAGENTA: UN PROGETTO CHE DEVASTA UN TERRITORIO DA PRESERVARE

Legambiente: “Presidente del Parco del Ticino inadatto al ruolo che ricopre, si dimetta”

Il via libera alla Vigevano-Magenta da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici cancella con un colpo di spugna tutte le analisi di rischio ambientale sollevate da Legambiente, il Parco Agricolo Sud di Milano, il comitato No Tangenziale – Rete di Salvaguardia Territoriale e l’Associazione per il Parco Sud Milano Onlus.

Il progetto rimane immutato e non ottempera alle prescrizioni sugli aspetti idrogeologici (in zona classificata ad alto rischio idraulico che riguarda tra l’altro il tratto in galleria di Albairate), non considera che la variante di Pontenuovo poggerebbe su terreno alluvionale/paludoso e non aggiunge uno studio di traffico aggiornato, ma si ferma all’analisi dei flussi che risale al progetto preliminare del 2003.

Questa infrastruttura, infatti, apporterebbe un danno al secolare sistema irriguo del territorio che finora ha permesso agli agricoltori di avere disponibilità di acqua anche nei momenti di grave siccità, come quello che attualmente sta vivendo il nostro Paese. Non si pianga sui danni all’agricoltura se poi si realizzano opere stradali che la distruggono.

«Gli esiti disastrosi di Teem, Brebemi e Pedemontana non sono sufficienti per Regione Lombardia che, invece di sostenere le imprese agricole e turistiche davvero produttive in quest’area, promuove inutili colate di cemento. Tutte queste autostrade sono state costruite su un’errata analisi dei flussi di traffico, investimenti pubblici realizzati senza una giustificazione tecnica e senza una valutazione coerente degli impatti ambientali – sottolinea Marzio Marzorati, responsabile aree protette di Legambiente Lombardia – Sarebbe utile, invece, investire nella riqualificazione delle strade esistenti e soprattutto nel potenziamento e modernizzazione della linea ferroviaria Milano – Mortara». 

Non sono esenti da responsabilità nemmeno i sindaci della zona, come il primo cittadino di Abbiategrasso, che ha dato giudizio favorevole senza avere consultato il nuovo consiglio comunale e soprattutto il Presidente del Parco del Ticino che ha personalmente appoggiato il progetto, nonostante il consiglio direttivo e l’assemblea della Comunità del Parco composta da 47 Comuni e 3 Province avessero espresso parere contrario.

«Si tratta di una grave scorrettezza istituzionale – aggiunge Marzorati Torniamo a chiedere le dimissioni del presidente Beltrami, rivelatosi ancora una volta inadeguato a ricoprire il ruolo che gli è stato affidato che, lo ricordiamo, è quello di tutelare la biodiversità del Parco del Ticino e di tutte le attività agricole operanti in questo prezioso territorio. Questo presidente ci ha abituati ad una amministrazione superficiale e priva di ogni lungimiranza nella valorizzazione di uno dei parchi più importanti d’Europa. Inoltre queste infrastrutture creano vantaggi solo ai grandi centri commerciali a discapito dell’economia locale e delle piccole attività commerciali e turistiche della zona».

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